Giovedì 17 Gennaio 2019 | 01:56

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Pensioni - Migliorano i conti Inps

Il tasso di copertura, ovvero il rapporto tra entrate contributive e le uscite per prestazioni pensionistiche, è passato dal 67,1 % di due decenni fa, al 71,4% del 2002
VENEZIA - Il tasso di copertura, ovvero il rapporto tra entrate contributive e le uscite per prestazioni pensionistiche, è passato dal 67,1 % di due decenni fa al 71,4% 2002. Lo afferma l'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, secondo cui «la situazione previdenziale italiana non è poi così disastrosa come si vorrebbe fare credere».
«Si pensi che nel 1992, la copertura aveva toccato il suo minimo storico: solo il 61,5%. Insomma - spiega una nota degli artigiani - le riforme degli anni '90 stanno dando i loro frutti. L'aumento del livello della contribuzione è certamente il punto cardine attorno ai quali ruota questa tendenza virtuosa». Per la Cgia, «ciò non significa, comunque, poter esorcizzare una discesa. Soprattutto quando si valutano altri indicatori di uno scenario presente che fa temere il peggio per il futuro. Mentre il numero delle pensioni negli ultimi 20 anni è aumentato di oltre il 21%, il numero degli occupati ha segnato solo un + 4%». Risultato: le pensioni erogate oggi arrivano a 15 milioni 190mila 443 contro i 21 milioni 514mila lavoratori attivi. E intanto l'incidenza del numero di pensioni sul totale degli occupati supera il 70%, rispetto al 60,4% del 1982. Fino al 1982, ricorda la Cgia, la popolazione over 65 era pari al 13,6% sul totale, nel 2002 al 18,7% e nel 2030 si arriverà al 28%.
Per Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, «le questioni su cui puntare sono essenzialmente due: per primo è doveroso il passaggio al metodo di calcolo contributivo per tutti avviando definitivamente la previdenza complementare. E poi le misure assistenzialistiche dovrebbero essere scorporate nettamente dal sistema previdenziale».

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