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Pubblica amministrazione, conti in «rosso»

Deficit economico ROMA - L'indebitamento netto della Pubblica amministrazione, nel primo trimestre del 2004, si è attestato in Italia al 6,1 del Pil. Lo rende noto l'Istat. In valore assoluto la stima dell'indebitamento netto della Pa è pari a 19.878 milioni di euro con una crescita di 1.038 milioni rispetto al primo trimestre 2003 quando il deficit si era attestato al 6% del Pil.
Il dato, ovviamente, non vale ai fini del patto di Maastricht perché non tiene conto delle correzioni che è possibile fare con operazioni finanziarie come lo swap, ma anche perché riguarda un periodo limitato dell'anno sul quale non incide il complesso dei provvedimenti adottati con la legge finanziaria. L'Istat ha inoltre reso noto che il saldo primario delle amministrazioni pubbliche, cioè il saldo tra entrate e uscite dei conti pubblici al netto degli interessi passivi che si pagano sul debito pubblico, del primo trimestre è stato negativo per 4.485 milioni di euro (-1,4% rispetto al Pil) con contro il saldo negativo per 1.309 milioni di euro (-0,4%) del primo trimestre 2003.
Sempre tra gennaio e marzo il risparmio delle pubbliche amministrazioni è stato negativo per 9.600 milioni di euro, un ammontare simile a quello registrato un anno prima quando il risparmio, sempre negativo, era stato pari a -9.632 milioni di euro.
La pubblica amministrazione ha registrato nei primi tre mesi dell'anno entrate totali per 126.052 milioni di euro pari al 38,9% del Pil contro i 122.779 milioni (il 39,4% del Pil) del primo trimestre 2003. Anche se sono calate in rapporto al Pil, in termini assoluti le entrate hanno però registrato una crescita tendenziale del 2,7%.
Una valutazione viene effettuata dall' Istat anche sulle spese che nel complesso sono salite del 3% rispetto al primo trimestre 2003 mentre in rapporto al Pil sono scese al 45% dal 45,4% del periodo corrispondente del 2003. Questo risultato - secondo l'Istat - sconta un aumento dei redditi da lavoro dipendente (+5%) dovuto al rinnovo del contratto dei dipendenti degli enti locali e un incremento del 5,1% delle prestazioni sociali in denaro. Consente una riduzione delle spese, invece, la riclassificazione della Cassa Depositi e Prestiti al di fuori del settore della pubblica amministrazione, che ha una decisa influenza sulla del 12,2% in termini tendenziali del costo degli interessi passivi.

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