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Economia pugliese in fase di ristagno

Dati della Banca d'Italia: il tasso medio di crescita nel 2003 non va oltre lo 0,6% a fronte dell'1,1 meridionale e dello 0,8 nazionale. Calo dell'occupazione dell'1% • Puglia - La crisi parte dall'agricoltura
Banca d BARI - L'economia pugliese all'inizio del millennio ha vistosamente rallentato, non è in un fase di recessione ma vive un periodo di ristagno, con un tasso medio di crescita che nel 2003, secondo le più favorevoli stime, non va oltre lo 0,6% a fronte dell'1,1 meridionale e dello 0,8 nazionale. E' questa in estrema sintesi la situazione che emerge dalle note sull'andamento dell'economia della Puglia nel 2003 illustrate stamani dal direttore della sede di Bari della Banca d'Italia Massimo Rossi e dal responsabile del nucleo di ricerche economiche della sede barese Emidio Cocozza.
Al di là dei numeri, tra l'altro si registra un calo dell'occupazione dell'1%, i problemi sottolineati riguardano la dimensione media d'impresa estremamente ridotta con una frammentazione produttiva che limita l'aumento di produttività, di ricerca e di innovazione e la stessa capacità di competere sui mercati internazionali, la crescente quota di lavoro irregolare ed una accentuata specializzazione nei settori tradizionali con un peso delle export costituito prevalentemente da prodotti tradizionali e maturi. Insomma piccolo è bello solo se non si rimane piccoli o, se si vuole, essere faconisti fa produrre molto ma fa guadagnare poco mentre il sistema Puglia non riesce ad attrarre investimenti e capitali per nuovi insediamenti o a sostegno di quelli esistenti.

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