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A Sergio Marchionne, manager italo-canadese, la sfida del rilancio Fiat

TORINO - Il sostituto di Giuseppe Morchio sarà il manager italo-canadese Sergio Marchionne, consigliere di amministrazione di Fiat e amministratore delegato della Sgs, società svizzera leader nella certificazione delle aziende.
La scelta sarà ufficializzata domani con la designazione da parte del cda del Lingotto, il primo presieduto da Luca Cordero di Montezemolo. Un nome a sorpresa, fuori dalla rosa di quelli circolati ieri ed oggi (Bernabè, Profumo, Andrea Guerra, della Merloni, Demel, nuovo ad del Settore Auto). Una scelta che cade su un uomo ben conosciuto da Gianluigi Gabetti, l' ottantenne fidatissimo consigliere della famiglia Agnelli che da ieri è il presidente dell' accomandita, la cassaforte cui fa capo il controllo delle attività industriali e finanziarie della dinastia. Infatti Marchionne, che ha 52 anni, dal febbraio 2002 è amministratore delegato della Societè Generale de Surveillance, colosso della certificazione di qualità quotato in Borsa in Svizzera, che rientra nelle galassia delle società di cui Ifil, una delle due finanziarie degli Agnelli presieduta da Gabetti, ha una significativa partecipazione azionaria. Gabetti ha dunque avuto modo di valutarne il profilo professionale sia in campo industriale sia in quello finanziario.
Sembra che il suo nome abbia prevalso alla fine su quello di un altro manager ben conosciuto da Gabetti, Mario Garraffo, responsabile per l' Italia di General Electric capital e in passato responsabile dell' Ifint (braccio finanziario estero degli Agnelli, poi diventata Exor) a New York. Domani vi sarà la consacrazione ufficiale da parte del cda e subito dopo la presentazione alla stampa, al Centro storico Fiat, da parte di Montezemolo.
La ferita aperta dalle improvvise e impreviste dimissioni di Giuseppe Morchio è stata dunque subito rimarginata, con una soluzione accolta favorevolmente anche dalle maggiori banche creditrici della Fiat. «Ho sentito il presidente del Sanpaolo Enrico Salza - ha dichiarato il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino - senza farmi alcun nome mi ha però detto che l' azienda era orientata verso una scelta di alto profilo».
Il manager che viene da Ginevra avrà un compito difficile, ma agevolato dal lavoro già impostato negli ultimi due anni prima dalla coppia Barberis-Boschetti e poi da Morchio. Secondo ambienti imprenditoriali torinesi, la sua competenza anche in campo finanziario sarà assai utile. Il gruppo ha infatti già uomini assai validi a capo dei suoi settori industriali, da Herbert Demel, il manager austriaco ex Audi che guida da novembre il Settore Auto, a Josè Maria Alapont, lo spagnolo che a settembre 2003 è stato chiamato a guidare l' Iveco, a Paolo Monferino che ha raddrizzato i conti della Cnh (il colosso del settore dei trattori e delle macchine movimento terra). Marchionne avrà il compito importante di vigilare su tutti gli aspetti finanziari collegati al piano di risanamento: l' indebitamento, il prestito convertendo da 3 miliardi di euro, lo stesso put, il diritto a vendere tutto il settore Auto alla Gm al quale la Fiat rinuncerebbe, ma per il quale richiede un indennizzo (le trattative con gli americani si devono chiudere entro fine anno). Certo Marchionne ha maturato anche una approfondita conoscenza dei processi industriali visto che dal febbraio 2002 guida la Societè generale de surveillance, specializzata nella certificazione di qualità e di sicurezza delle aziende.
Nel suo assetto di vertice Fiat avrà dunque un presidente di prestigio come Montezemolo e un supermanager giovane e di respiro internazionale. In più potrà contare sull' appoggio pieno e convinto della famiglia Agnelli, che ha mandato in prima linea le sue nuove leve. Alla base del clamoroso divorzio da Morchio vi sarebbe anche questa volontà di mantenere saldo in mano il controllo del Gruppo nonostante la morte di Umberto Agnelli. L' ex amministratore delegato, chiedendo di avere per sè anche la carica di presidente (e qualcuno ipotizza offrendosi anche di portare capitali nuovi), si sarebbe spinto troppo in là. «La famiglia - ha sottolineato oggi Montezemolo - ha dimostrato di voler continuare a credere nell'azienda esercitando il suo ruolo di azionista e indicando in tempo brevissimo il nuovo presidente. Mi spiace che Morchio abbia deciso di lasciare l' azienda».

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