Lunedì 17 Dicembre 2018 | 09:09

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Fiat - Morchio "lascia". Giù la Borsa

Le dimissioni dell'amministratore delegato hanno fatto toccare -3,6% al titolo. A Melfi, accordo anche per l'indotto auto
MILANO - Borsa disorientata dal terremoto al vertice della Fiat e titoli in discesa, ma senza tracolli. Le dimissioni inattese dell'amministratore delegato Giuseppe Morchio, dopo solo 15 mesi al vertice del Lingotto, non sono state state accolte bene a Piazza Affari ma la temuta caduta, alla prova del mercato, non c'è stata, complice anche il clima semifestivo dovuto alla chiusura di Wall Street e Londra e, più tardi, l'emergere del nome di Sergio Marchionne come possibile successore di Morchio.
Partita in discesa con un minimo della giornata a 5,59 euro (-3,6%) segnato in avvio, Fiat si è presto attestata su ribassi nell'ordine del 2% per poi ridurre le perdite quando nel pomeriggio si sono fatte più circostanziate le indiscrezioni sul prossimo arrivo di Marchionne, oggi al vertice della società di certificazione Sgs e consigliere indipendente del Lingotto.
A fine seduta le azioni Fiat hanno limitato i danni e lasciato sul terreno l'1,04% a 5,736 euro in un mercato che ha chiuso con gli indici pressochè stabili. Scambi intensi (sul Lingotto si è concentrato un quarto del controvalore totale, 239 milioni su 989 milioni di euro) e pari al 5,2% del capitale. Ifil ha ceduto inntato il 2,06% a 2,85 euro e Ifi l'1,17% a 7,6. La compostezza finale di Piazza Affari si spiega - è il commento che si raccoglie nelle sale operative - all'individuazione del nome del successore di Morchio che, insieme al già deciso arrivo alla presidenza di Luca di Montezemolo, fa intravedere un rapido superamento del vuoto di potere creatosi alla guida del gruppo dopo la morte di Umberto Agnelli. Le perplessità peraltro non mancano, anche perchè all'opera dell'ex Ad era legata la fiducia del mercato nel piano di risanamento che dovrebbe portare Torino fuori dalla crisi. La possibile nomina di Marchionne, commenta un operatore, viene letta dal mercato come un nuovo cambio di impostazione, poichè rispetto a Morchio è un manager che si presenta con attitudini diverse».
«La sfida di Montezemolo e di Marchionne, se il nome di quest'ultimo sarà confermato dal cda di domani, è di continuare sulla strada del risanamento, finora solo parzialmente realizzato, di cui era garante Morchio», commenta un analista, che ricorda come, seppur ridotta rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, la perdita del Lingotto nel primo trimestre abbia sfiorato i 194 milioni di euro.
La vera prova col mercato è rinviata comunque a domani. «Bisogna vedere come reagiranno gli investitori esteri» alla riapertura delle piazze oggi chiuse, osserva un trader.

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