Domenica 20 Gennaio 2019 | 01:24

NEWS DALLA SEZIONE

ROMA
Alitalia: Di Maio, a lavoro sul piano

Alitalia: Di Maio, a lavoro sul piano

 
ROMA
Con scorporo rete Tim rimane dominante

Con scorporo rete Tim rimane dominante

 
VENEZIA
Pil: Cgia, poca crescita,rischio manovra

Pil: Cgia, poca crescita,rischio manovra

 
MILANO
Luxottica: addio alla Borsa di Milano

Luxottica: addio alla Borsa di Milano

 
ROMA
Spread Btp-Bund chiude in calo a 247

Spread Btp-Bund chiude in calo a 247

 
WASHINGTON
Wall Street apre in rialzo, Dj +0,71%

Wall Street apre in rialzo, Dj +0,71%

 
NEW YORK
Petrolio: in rialzo a Ny a 52,63 dollari

Petrolio: in rialzo a Ny a 52,63 dollari

 
ROMA
Bankitalia taglia Pil 2019 da 1% a 0,6%

Bankitalia taglia Pil 2019 da 1% a 0,6%

 
BOLZANO
Energia,turbina hi tech tutta d'un pezzo

Energia,turbina hi tech tutta d'un pezzo

 
MILANO
Nautica, Ferretti acquisisce Wally

Nautica, Ferretti acquisisce Wally

 
MILANO
Borsa: Europa in rialzo guarda a Cina

Borsa: Europa in rialzo guarda a Cina

 

Istat - In Italia crisi generalizzata

ROMA - Il sistema economico italiano è in profonda crisi, contraddistinto da una caduta verticale in termini di competitività, che coinvolge tutti i settori ma sopratutto quello industriale. In questa situazione, l'economia perde colpi, ed a partire dal 2002 ha registrato un forte rallentamento rispetto al tasso medio di sviluppo del precedente quinquennio, 1997-2001.
A rilanciare l'allarme per la situazione del Made in Italy è il rapporto annuale curato dall'Istat, aggiornato al 2003, che conferma anche il «nanismo» della struttura imprenditoriale italiana, caratterizzata da una preponderante presenza di microimprese con meno di dieci addetti, che da sole assorbono oltre il 48% dell'occupazione complessiva.
L'Istat fa presente che mentre il 2003 è stato caratterizzato a livello mondiale da «un significativo rafforzamento dello sviluppo», l'Unione Europea, ma ancora di più l'Italia, «hanno visto proseguire lo scorso anno una fase di crescita quasi nulla, che perdura dalla seconda metà del 2001».
In presenza di una significativa accelerazione dell'interscambio mondiale di beni e servizi, rileva il rapporto, in Italia le esportazioni hanno registrato nel 2003 una contrazione del 4%, dopo essere già scese dell'1,4% l'anno prima. Questi risultati, fa presente l'istituto nazionale di statistica, hanno provocato un'ulteriore erosione delle quote di mercato; tra il 1998 ed il 2001 l'incidenza dell'export italiano è calata dal 14,5% al 13,5% per i flussi interni all'Eurozona e dal 12,3% al 10,6% per quelli indirizzati all'esterno di quest'area.
A partire dai primi anni 2000, osserva il rapporto annuale, in tutti i principali settori di attività economica e con la sola eccezione delle costruzioni si è avuto un marcato rallentamento della crescita misurata in termini di valore aggiunto a prezzi costanti, che ha riguardato sopratutto l'industria.
Nel comparto manifatturiero più in particolare lo scorso anno si è registrata una frenata dell'1,4%, ma anche nei servizi la dinamica espansiva ha rallentato, con una crescita di appena lo 0,6% contro il +2,6% in media nel quinquennio 1997-2001.
L'Istat sottolinea inoltre la dinamica negativa del processo di accumulazione del capitale, con gli investimenti fissi lordi calati nel 2003 del 2,1%. Infine, è vistoso il declino del sistema produttivo italiano in termini di capacità di innovazione (processi, prodotti, mercati e forme organizzative). Nel suo complesso, il contributo della cosiddetta Tfp (total factor productivity) alla crescita generale dell' economia si è ridotto nel tempo, passando dal +2,2% del 1992-'95 al -0,2% del 1999-2003.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400