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Cresce export alimentare italiano

L' industria alimentare italiana si conferma al secondo posto fra i settori manifatturieri italiani dopo quella metalmeccanica con una crescita nel 2003 del 3%, trainanti i formaggi, male pasta e vino
PARMA, 6 maggio 2004 - Un fatturato di 103 miliardi di euro nel 2003 in aumento del 3%, quasi settemila imprese al di sopra dei nove addetti per circa 273mila dipendenti. L' industria alimentare italiana si conferma al secondo posto fra i settori manifatturieri italiani dopo quella metalmeccanica.
I dati sono contenti nel rapporto Federalimentare-Ismea diffuso in occasione dell'apertura di Cibus, il salone dell' alimentazione di Parma. La produzione ha chiuso l' anno con un aumento dell' 1,3% (+0,8% l' intera produzione nazionale, ma a fine 2002 la crescita era stata dell' 1,6%) ed un aumento dei prezzi alla produzione del 2,8%, di poco superiore al tasso di inflazione (2,7%).
Le esportazioni sono state pari a 13,79 miliardi di euro in calo dell'1,1% mentre le importazioni sono cresciute dell' 1% raggiungendo gli 11,87 miliardi con un saldo attivo per la bilancia commerciale di 1,92 mld (ma in calo del 12% rispetto a fine 2002).
Se si guarda alle destinazioni dei prodotti italiani, l'area dell'Unione europea ha assorbito lo 0,3% in meno, gli Usa hanno ceduto il 2,7% mentre il Giappone che assorbe il 3% ha ceduto il 5%. Male è andato il vino italiano che da solo rappresenta un quinto dell' export: le vendite all' estero sono calate del 3% e risultati negativi sono venuti anche per la pasta (-4,2%) e le conserve vegetali (-2,3%). Bene i formaggi con un +11%, il comparto dolciario (+5%) e le carni preparate (+3,2%).
Il rapporto Federalimentare-Ismea ribadisce anche l'allarme sul fatturato della contraffazione dei prodotti Dop e Igp italiani. In assenza di interventi, nel 2006, secondo dati Nomisma, potrebbe raggiungere lo stesso livello di quello dell'industria nazionale collocandosi fra 110 e 115 mld di euro.

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