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A rischio povertà 15 milioni di famiglie

Lo rivela un'indagine realizzata da Eurispes. Tra le famiglie povere la grande maggioranza non ha soldi per comprare il cibo necessario, per pagare le bollette e le cure mediche
TORINO, 28 aprile 2004 - Le famiglie italiane sono sempre più povere: lo rivela un'indagine realizzata da Eurispes per Donneeurope-Federcasalinghe, dalla quale risulta che più di 15 milioni di italiani sono a rischio povertà.
Il quadro si rivela ancora più sconcertante se si considera che tra le famiglie povere, nel 2002, il 33,3% delle famiglie monogenitoriali, il 22,1% delle coppie con due figli ed il 33,9% delle coppie con tre o più figli non hanno avuto i soldi per comprare il cibo necessario, per pagare le bollette e per le cure mediche.
Il dossier «Le famiglie italiane tra crisi, bisogni e nuove tendenze demografiche», presentato oggi a Torino, ha evidenziato tra le cause principali soprattutto la caduta verticale della qualità dei servizi, ad esempio sanità e trasporti, lo smantellamento del welfare, la trasformazione del mercato del lavoro e l'impoverimento dei ceti medi che devono difendersi dal pericoloso avanzamento della proletarizzazione.
La famiglia italiana di oggi necessita di un'assistenza più completa dal punto di vista dei servizi, soprattutto nel momento in cui le donne hanno necessità di lavorare.

Secondo l'indagine, che è stata illustrata dal presidente di Eurispes Gian Maria Fara, le famiglie italiane crescono in valore assoluto, ma diminuiscono per numero di componenti, invecchiano e hanno il tasso di fecondità più basso d'Europa: nonostante questo diventano sempre più povere.
L'Italia è inoltre uno tra i paesi dell'Europa che spendono meno per la famiglia (0,9%): ben 15 paesi superano il nostro, tra i quali il Portogallo (1,2%), l'Irlanda (1,9%)e la Grecia (2,1%).
Anche i bisogni e le abitudini stanno cambiando: le famiglie ed i consumatori vogliono ottimizzare le risorse a disposizione, privilegiando la qualità ed il risparmio quotidiano e rinviando negli anni le grandi spese, come ha evidenziato, nel corso del convegno di Torino, l'Osservatorio Selecard, con uno studio sui nuovi stili di consumo delle famiglie italiane.
«Attraverso la raccolta di dati certi serve smantellare le false dichiarazioni e costruire una piattaforma programmatica per attuare una nuova politica», è l'allarme lanciato da Federica Rossi Gasparrini, Presidente Donneeuropee-Federcasalinghe. Per questo diverse amministrazioni pubbliche hanno già avviato programmi d'azione e servizi informativi. Mercedes Bresso, presidente della Provincia di Torino, ha detto che è stato già attivato lo Sportello telematico di Informazione Sociale, che si occupa di dare informazioni alle famiglie e ad altri gruppi sociali; si aggiungono un portale Internet e a 21 sportelli territoriali posti in diversi punti della città, gestiti da operatori formati da Federcasalinghe e che forniscono consigli su famiglia, giovani, handicap, anziani e tossicodipendenza.

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