Giovedì 23 Settembre 2021 | 10:57

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ROMA, 14 SET - Il 64% delle Pmi sceglie l'online banking per molteplici servizi finanziari, con una percentuale che sale al 77% nei comparti agroalimentare e automotive, ma in caso di richiesta di credito le aziende preferiscono ancora il rapporto diretto con un consulente in filiale (65%), e solo il 35% usa le piattaforme digitali per il finanziamento. Lo rileva l'ultimo Market Watch realizzato da Banca Ifis in collaborazione con Format Research. Dall'analisi, condotta su un campione rappresentativo di oltre 500 Pmi, emerge come sia in crescita l'attitudine tecnologica delle aziende in ambito finanziario, ma resti fondamentale la relazione di fiducia. Secondo il Market Watch sono tre le principali voci del funding di una Pmi: l'autofinanziamento (52%), il credito bancario a medio e lungo termine (22%), il credito bancario a breve termine (10%). In aumento del 24%, a causa della pandemia, il ricorso alle garanzie statali sui prestiti e a finanziamenti agevolati. La media passa così dal 36% del periodo pre-Covid al 60%, percentuale però destinata a scendere nel tempo al 45%. Coinvolti tutti i settori produttivi: la minor incidenza si rileva nell'automotive (46% le imprese coinvolte) mentre agroalimentare, sistema casa e meccanica superano il 70%. Quanto all'utilizzo ben il 71% delle Pmi ha impiegato le risorse per investimenti materiali, immateriali e R&S, con punte nei settori della chimica & farmaceutica (94%), agroalimentare (80%) logistica & trasporti (78%). Il 14% delle aziende ha investito in formazione, il 6% in risparmio energetico e sostenibilità ambientale, il 3% in nuove aree di business. La crescita dell'attitudine tecnologica delle Pmi, in ambito finanziario, spiega una nota, ha spinto Banca Ifis a raddoppiare gli investimenti in digital marketing a sostegno di Ifis4business, piattaforma per le imprese dove l'utente può gestire i propri prodotti e servizi ma anche acquistarli in autonomia. Nei prossimi mesi, l'istituto estenderà l'accesso ai servizi digitali a tutta la clientela factoring, ed entro il primo semestre 2022 a tutti i prodotti a portafoglio. (ANSA).

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