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di Daniela Pastore

LECCE - «Ormai non dormo da settimane. Ho un mutuo di 300mila euro da pa gare e tutta la produzione ferma. È un incubo».

Lo stato d’animo di Daniele Negro, vivaista viticolo del comprensorio di Otranto, è quello dei suoi circa 40 col leghi. Imprenditori sino a sei mesi fa orgogliosi di aver creato un compren sorio delle barbatelle capace di com petere a testa alta con la migliore pro duzione europea. Ma oggi pronti al peggio. Tra do mani e martedì da Bruxelles do vrebbe giungere il verdetto sul de stino della vite e delle barbatelle made in Salento, su cui l’ultima decisione euro pea ha posto il di vieto alla movi mentazione. Do po il parere ne gativo dell’Efsa, che ha chiesto ul teriori ricerche prima di poter certificare la vi te come immune al Codiro (il cep po salentino del la xylella), il co mitato fitosani tario europeo porrà ai voti l’eventuale «liberatoria» della barbatelle. Ma la strada sembra tutta in salita.

«Realisticamente quello che possia mo sperare di ottenere è il via libera con l’obbligo della termoterapia. Ma per sottoporre le barbatelle a questa tecnica di immersione in acqua calda abbiamo bisogno di una macchina che costa 150mila euro», dice Fernando Miggiano, presidente del Consorzio vivaisti viticoli pugliesi. «Ce ne fa remo carico come consorzio ma dovrà comunque essere messa a punto e quindi perderemo ulteriore tempo. Le 40 aziende del comprensorio dovran no poi rispettare una turnazione che dilaterà ulteriormente i tempi di mes sa in commercio della produzione».

Tempo che in realtà è già scaduto. A dicembre le barbatelle vengono spian tate per poi essere vendute da gennaio a marzo (periodo in cui la pianta cade in una sorta di «letargo» vegetativo per poi risvegliarsi in primavera nella nuova dimora). «Bene che vada questa macchina sarà pronta a marzo - dice Negro, 49 anni e una laurea in eco nomia e commercio - ma le banche non ne vogliono sapere di bloccare le rate dei mutui. La mia azienda ha avuto già un mancato gua dagno di 200mi la euro in questo periodo di fer mo. È un vero di sastro». Il dram ma che stanno vivendo gli im prenditori è an che quello di cir ca 700 operai che operano nel set tore. «Tra i miei dipendenti ho anche persone dello stesso nu cleo famigliare, coniugi che non dormono anche loro come me per la preoccu pazione», scuote la testa Negro.

La sensazione è che la situazio ne venga affrontata con troppa leg gerezza dall’Ue, «che peraltro è re sponsabile dell’ingresso in Europa di xylella e dunque ci dovrebbe aiutare invece che darci addosso», attacca i vivaista.

Si attende dunque con le dita in crociate il verdetto da Bruxelles. E intanto, il presidente Miggiano prova a trovare un elemento positivo in una situazione così disperata. «Una volta attrezzati per la termoterapia - dice - potremo conquistare quei mercati che cercano la qualità assoluta e che ri chiedono obbligatoriamente questa tecnica. Clienti che ora potremo con quistare».

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