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Contro la Xylella disobbedienza civile E ripiantano gli ulivi

di DANIELA PASTORE
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LECCE - «Un’onda di piccoli ulivi e grande consapevolezza stra travolgendo il Salento». Mentre le ruspe continuano ad avanzare imperterrite nelle campagne del Leccese e del Brindisino per mettere in atto il Piano Silletti bis, cresce il numero di salentini pronti a compensare il «vuoto » fisico e simbolico lasciato dalle eradicazioni, piantando nuovi ulivi, in barba al divieto stringente imposto dall’Europa. A dare il via alla «disobbedienza civile» - una sorta di reazione corale non organizzata che si sta diffondendo in modo virale sulla Rete - è stato Giuseppe Spagnolo, 31enne di Soleto, una specializzazione nel settore agroalimentare ed una nel settore agrituristico, figlio di olivicoltori, una grande passione per la terra e l’agricoltura. La sua foto su Facebook con il dito medio alzato mentre pianta un albero di ulivo, accompagnata da un commento laconico: «...e chiamatela disobbedienza», ha avuto in pochissimi giorni una valanga di consensi: solo sulla pagina del giornalista de «La7» Danilo Lupo, che ha rilanciato il messaggio, Spagnolo conta oltre 18mila «mi piace» e 6mila condivisioni.

«La campagna, gli ulivi, sono da sempre la mia passione - dice Spagnolo - fin da piccolo il paesaggio rurale mi ha trasmesso un senso assoluto di libertà. Per questo quando ho visto i contadini di Torchiarolo in lacrime per gli alberi che venivano strappati via dalle ruspe ho provato dentro un’amarezza e una rabbia incontenibili. Così ho preso l’ulivo che avevo in un vaso a casa e sono andato a piantarlo. È stato un gesto d’istinto, fatto col cuore colmo di rabbia, ma del quale non mi pento».

Stesso moto d’orgoglio alla base del gesto di disobbedienza che ha messo in atto Mario Maffei, leccese, consulente di comunicazione sanitaria: «Piantiamola! Contro l’assurdo divieto di reimpianto degli ulivi: #disobbedienza civile» il suo messaggio su Twitter.
Orgoglio e rabbia anche per Mino Mazza, agricoltore di San Pietro Vernotico, che segue con sgomento quanto sta avvenendo in questi giorni negli uliveti e che al divieto di reimpianto ha risposto con un gesto simbolico, mettendo a dimora un nuovo ulivo. Ci mette la faccia anche Serena Fiorentino, di Maglie, che immortala il momento della disobbedienza con un selfie che sprizza orgoglio. «La politica deve chiedere con più insistenza la deroga ad un divieto ingiusto che uccide il cuore agrario del Salento», è la voce unanime che si alza dalla Rete e dalle campagne: «Siamo in tanti e non ci fermeranno».

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