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di MARCO MANGANO
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«I proprietari degli ulivi colpiti dalla Xylella Fastidiosa collaborano dimostrando un’enorme maturità: hanno compreso che l’eliminazione degli alberi malati è l’unica via per salvare l’olivicoltura pugliese». Così il commissario straordinario per la lotta alla batteriosi, Giuseppe Nicola Silletti, comandante pugliese del Corpo Forestale dello Stato.

Come procedono le notifiche di abbattimento? «Ad un ritmo alto e in un clima di estrema serenità. Le pattuglie del Corpo forestale non stanno incontrando difficoltà grazie alla spontanea collaborazione dei proprietari degli ulivi colpiti dalla fitopatia».
L’indennizzo previsto la soddisfa? «Molto: è giusto che chi subisce lo sradicamento venga ristorato» .
Quali aree hanno riguardato le notifiche? «Hanno interessato i territori di Trepuzzi, Torchiarolo, S. Pietro Vernotico, Cellino S. Marco, Squinzano ed Oria. Ottanta sono i provvedimenti di abbattimento la cui notifica è andata a buon fine, per un numero complessivo di 103 tra persone fisiche e giuridiche destinatarie. Gli alberi infetti sono 954. È ovvio che questi numeri cambino giorno dopo giorno, perché stiamo procedendo anche in questo momento ad effettuare ulteriori comunicazioni di abbattimento. Sono state adottate molte modalità di notifica, nella maggior parte dei casi i destinatari hanno ricevuto il provvedimento nelle proprie mani. Nei casi di irreperibilità o rifiuto, si è proceduto al deposito del provvedimento nel Comune o all’invio di raccomandate con ricevuta di ritorno». Può fare un distinguo tra Brindisi e Lecce? «Sono 44 i provvedimenti notificati nella provincia di Lecce, per 863 alberi infetti. Sono 36, invece, nella provincia di Brindisi per 91 alberi infetti». Quando inizieranno gli sradicamenti volontari? «I proprietari hanno dieci giorni per adempiere a quanto prescritto nei provvedimenti. Al Corpo Forestale dello Stato e all’Osservatorio fitosanitario regionale sono pervenute le prime comunicazioni di inizio della fase di abbattimento. Quindi, con molta probabilità, da lunedì si assisterà ai primi abbattimenti volontari».

Quando dovrebbe concludersi questa fase? «È difficile prevederlo. Speriamo il prima possibile, temporeggiare significherebbe non frenare l’avanzata della fitopatia».
Pensa che la vite possa essere esclusa dall’elenco delle piante colpite dalle misure restrittive? «Mi sono speso molto su questo fronte per fare escludere la vite dall’elenco e sembra che il ministero e la Commissione europea mi stiano dando ragione. Speriamo che l’esclusione arrivi il più presto possibile».

Comandante, com’è il rapporto con il ministro Martina? «Fin dai primi incontri c’è stata un’ottima sintonia. Insieme stiamo sposando la causa della Xylella e con tutti gli sforzi possibili stiamo muovendo un’enorme macchina amministrativa per debellare questo flagello dal Salento. Sento il dovere di sottolineare che i nostri sforzi non sono finalizzati solo agli abbattimenti, azione essenziale oggi, ma anche alla ricerca scientifica per contenere il batterio in futuro».
Lei è un uomo del Sud, di Santeramo. Cosa prova quando i suoi uomini notificano un decreto di abbattimento? «Un sentimento di grande tristezza. Noi optiamo per la vita, non per la morte».

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