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Xylella, solo dieci giorni per i tagli «volontari»

Xylella, solo dieci giorni per i tagli «volontari»
di Marco Mangano

BARI - Domani inizierà la notifica dei decreti di abbattimento degli ulivi attaccati dalla Xylella Fastidiosa, il batterio che provoca il disseccamento delle chiome. Ai proprietari degli alberi verrà comunicato quante e quali piante abbattere. Ci saranno dieci giorni per farlo «volontariamente». Trascorso questo periodo, sarà l’Arif a farlo d’imperio. L’indennizzo sarà corrisposto solo a chi eseguirà «volontariamente» i tagli.

Trema l’intera Puglia olivicola e non solo la vasta area del Salento in cui la Xylella Fastidiosa condanna a morte gli ulivi. Il batterio è alle porte di Brindisi. I focolai toccano quota 31. Oltre che a Torchiarolo, il batterio è arrivato a Cellino S. Marco, a S. Pietro Vernotico e a Cerano.

Cresce la preoccupazione. L’Unione europea ha perso la pazienza: non accetta che il primo piano del commissario straordinario per l’emergenza, Giuseppe Nicola Silletti sia stato rispettato solo in parte. Ripercorriamo le tappe della vicenda. L’Europa ha voluto, attraverso il piano Silletti, che la Puglia esortasse gli olivicoltori dell’area colpita a collaborare. Avrebbero dovuto arare (operazione che avrebbe effettuato anche l’Arif a sue spese). Avrebbero dovuto non opporsi ai tagli degli ulivi ammalati e ai trattamenti chimici, con pesticidi. All’inizio pareva che agricoltori avessero compreso la necessità di prendere di petto la situazione. Infatti, avevano effettuato il 90 per cento delle arature. In seguito, invece, hanno tirato il freno, opponendosi ai tagli e ai trattamenti chimici.

Bruxelles, di fronte a questa situazione, ha deciso di riaccendere le motoseghe sostenendo che i tagli rappresentino l’unica strada percorribile per evitare che la Puglia subisca una vera e propria strage di ulivi. In effetti, pare non esista altra «terapia» supportata da studi scientifici.

E veniamo a questi giorni: il nuovo piano Silletti, anticipato dalla Gazzetta, prevede che, in caso di tagli «volontari», vengano corrisposti quattrordicimila euro per ettaro agli olivicoltori. Mentre il primo piano non fissava il momento in cui l’indennizzo sarebbe stato liquidato né il quantum, il nuovo determina, oltre all’entità, anche il momento in cui la liquidazione avverrà: immediatamente. Inoltre, sarà lo stesso commissario straordinario per l’emergenza, Silletti, a liquidare le somme.

Il nuovo documento presenta numerosi elementi innovativi rispetto al vecchio. Nel Brindisino, una volta individuata la pianta infetta, che sarà abbattuta, a differenza di quanto avveniva nel vecchio piano, saranno anche soppresse, nel raggio di cento metri dall’albero ammalato, anche tutte le piante ospiti, a prescindere dal fatto che manifestino in maniera esplicita o meno i sintomi della batteriosi. Per piante ospiti si intendono: acacia, chataranthus, mirto, oleandro, ulivo, polygala, prunus, rhamnus, rosmarino, spartium, vinca e westringia.

Prima dell’abbattimento, inoltre, le piante saranno trattate con insetticidi compatibili con le coltivazioni biologiche.

Il nuovo piano, come già riferito su queste colonne, prevede il taglio di almeno 3mila ulivi nei prossimi mesi, sempre che non si individuino altri focolai. Si potrebbe arrivare a 4mila. E una procedura d’infrazione per i ritardi accumulati dall’Italia è alle porte.

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