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Xylella, dopo richiamo Ue pronto il nuovo Piano Saranno tagliati 3mila ulivi

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di MARCO MANGANO
BARI -  Oggi con estrema probabilità sarà approvato il nuovo piano per contrastare la Xylella Fastidiosa», che provoca il disseccamento rapido degli ulivi. A rivelarlo Giuseppe Nicola Silletti, commissario straordinario per l’emergenza della batteriosi che aggredisce gli ulivi di una vasta area del Salento.

Cosa prevede?
«L’abbattimento di 3mila piante nei prossimi mesi, sempre che non si individuino altri focolai. Si potrebbe arrivare a 4mila».

Il nuovo piano in cosa differisce rispetto al vecchio?
«Il vecchio prevedeva l’abbattimento degli alberi infetti. Il nuovo, invece, ordina il taglio delle sole piante infette, in una fascia di contenimento dello spessore di 20 chilometri a Nord della provincia di Lecce, al confine con quella di Brindisi. Inoltre, grazie al decreto Martina, si riconosce il danno subito dagli agricoltori. Pertanto, assicureremo un contributo agli agricoltori che taglieranno volontariamente le piante, dopo il decreto di abbattimento».

E se ciò non avverrà?
«Il commissario provvederà al taglio e all’agricoltore non sarà riconosciuto il contributo. Anzi, l’operazione verrà eseguita in danno del proprietario dell’albero».

L’Unione europea si è irrigidita con la Puglia perché sostiene che non abbia rispettato alla lettera il piano da lei firmato. È così?
«Ci sono stati casi di mancato rispetto e sono stati sanzionati».

Cosa si può fare per evitare che Bruxelles compia un ulteriore energico giro di vite, che potrebbe rivelarsi devastante per l’economia pugliese, con riflessi su quella nazionale?
«Bisogna osservare la legge e, quindi, il piano. È bene sottolineare che il piano esprime la legge, non è figlio di un capriccio. La patologia non guarda in faccia a nessuno e va avanti. Solo rispettando la legge si potrà tentare di tamponare le minacce europee. Gli olivicoltori devono comprendere che la malattia è pesante. Non comprendo il motivo di tanto clamore: in Puglia ogni anno, per altri motivi, diversi dalla Xylella, vengono tagliate 100mila piante e nessuno sbraita. In questa situazione di necessità, invece, si fa tanto ostruzionismo per 3-4mila abbattimenti».

È vero che alcuni ulivi sono ammalati pur non manifestando la patologia in maniera evidente?
«Sì. Ci sono varietà come il Leccino, che mostrano resistenze, ma sono ammalate senza darlo a vedere».

Alcuni temono che la lotta alla Xylella Fastidiosa possa causare la desertificazione. Che ne pensa?
«Il timore è del tutto infondato. Anzi, è bene sottolineare che il fenomeno si è già avuto nell’area di Gallipoli con l’abbandono dei terreni».

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