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di Daniela Pastore

LECCE - C’è un nuovo focolaio di Xylella fastidiosa in provincia di Brindisi. Le analisi di laboratorio hanno confermato la presenza del batterio da quarantena nelle campagne di Lendinuso, frazione di Torchiarolo, località balneare che si affaccia sull’Adriatico e meta ambitissima di surfisti e kitesurfer, ma anche ricca di campagne puntellate di ulivi. E proprio la contiguità con i focolai di Trepuzzi e Squinzano deve aver favorito il nuovo insediamento del batterio. Ora anche per il Comune brindisino scatteranno le misure amministrative previste dal decreto ministeriale e dal Piano Silletti.

Preoccupa dunque l’avanzamento dei disseccamenti. Le parole del commissario europeo Vytenis Andriukaitis, ieri al vertice leccese in Prefettura, sono state chiare: «bisogna intervenire subito». E se da una parte il ministro Martina assicura interventi rapidi sul fronte delle eradicazioni nella fascia cuscinetto (i 20 chilometri più settentrionali del Leccese) per ridurre il serbatoio dell’infezione, dall’altra, associazioni ambientalisti, comitati e gli attivisti del «popolo degli ulivi» ribadiscono «la mancanza di prove scientifiche sull’efficacia delle sradicazioni» e temono che le ruspe possano dare la stura alle speculazioni edilizie.

Intanto, proprio per mettere un punto fermo sul rischio cemento, il consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi, chiede una legge regionale per prevenire la speculazione sui suoli colpiti da Xylella. «Nei prossimi giorni mi attiverò per mettere al riparo gli oliveti del Salento colpiti da Xylella da possibili speculazioni. Per questo presenterò una legge regionale per vietare il cambio di destinazione d’uso per quindici anni dei terreni che saranno oggetto di misure di sradicazione contro la Xylella - spiega - Si tratta di una misura di prevenzione simile a quella adottata per le aree colpite da incendi dolosi».

Blasi plaude alla ritrovata unità di intenti tra la Commissione europea, il Governo e la Regione.

«Siamo tutti concordi nel considerare grave quello che sta accadendo nel nostro territorio e siamo concordi sull’idea che l’emergenza vada affrontata con misure di prevenzione, investimento in ricerca scientifica e ristoro economico per quegli agricoltori, vivaisti o proprietari di suoli che stanno pagando le conseguenze della Xylella più di altri».

L’obiettivo a lungo termine, chiosa Blasi, è quello di ripopolare di ulivi il Salento. «La strada da fare sul fronte della ricerca è ancora lunga, ma alcuni risultati parziali già ci dicono della resistenza di alcune cultivar al batterio, e ci fanno ben sperare in una possibile e auspicabile ripiantumazione degli ulivi sradicati. Una prospettiva, quella della ripiantumazione, fatta propria anche dal Commissario Europeo Andriukaitis, e questo rappresenta la vera novità portata dalla sua visita».

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