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TARANTO – "Abbiamo scritto all’organo commissariale dell’Ilva chiedendo di sapere a quali specifici interventi i finanziamenti assistiti dalla garanzia dello Stato saranno destinati, per quali singoli importi e con quali tempi di realizzazione previsti, tenuto conto che l’ultimo decreto Ilva stabilisce che gli interventi previsti dall’Aia vadano completati entro il 4 agosto 2016 e che si tratta, com'è noto, di un termine più volte e già ampiamente prorogato rispetto alla scadenza originaria".

Lo afferma il Circolo Legambiente di Taranto precisando che "di fatto siamo ancora in attesa che il ministro dell’Ambiente presenti alle Camere la relazione sull'attuazione dell’Aia e sulle risultanze dei controlli ambientali effettuati, prevista per i primi di settembre in base all’ultimo decreto Ilva. E’ un ritardo che si aggiunge, a fronte delle disponibilità previste dalla legge di stabilità, all’assenza di provvedimenti volti al potenziamento degli organici del dipartimento di Taranto di Arpa Puglia e, quindi della sua attività di monitoraggio e controllo sugli stabilimenti industriali presenti nel territorio jonico, a partire dal siderurgico".

Legambiente chiede un cronoprogramma rilevando per l’Ilva "un vuoto di strategie al di là di roboanti proclami. Di fatto si continua a farla sopravvivere in modo artificiale con costi altissimi ma senza gettare nessuna base per il futuro. Ma davvero – conclude l’associazione ambientalista – si pensa, senza avere un piano industriale, di individuare un partner siderurgico nella newco perennemente annunciata?".

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