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Nella legge di stabilità pacchetto salva-Ilva «credito» per 800 mln

di DOMENICO PALMIOTTI
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TARANTO - Nella legge di Stabilità c'è anche un pacchetto di misure per l'Ilva con l'obiettivo di agevolarne il risanamento ambientale ma anche di sostenere l'indotto, provato dalla crisi di liquidità che da tempo affligge l'azienda. Per i lavori ambientali, il Governo supera l'empasse creato dal mancato arrivo dalla Svizzera del miliardo e 200 milioni sequestrato dalla Procura di Milano ai Riva e autorizza l'Ilva a contrarre finanziamenti equivalenti sui quali lo Stato porrà la sua garanzia. In altri termini, l'azienda potrà rivolgersi alle banche, prendere in prestito i soldi necessari, e gli istituti di credito avranno la garanzia pubblica sul prestito accordato. È una garanzia pluriennale che nel 2016 vale 400 milioni.

Il meccanismo individuato riprende quanto già fatto, nei mesi scorsi, col prestito garantito da 400 milioni e inserito nella legge 20 di marzo per finanziare gli investimenti industriali dell'Ilva. Anche in quell'occasione, infatti, il Mef ha garantito per l'Ilva. Secondo fonti sindacali, col nuovo prestito verrebbe applicata una leva di uno a tre. Nel senso che 100 milioni di garanzia pubblica permetterebbero all'Ilva di contrarne 300. Con quest'ulteriore intervento i lavori dell'Aia potranno quindi riprendere. Poi, quando arriveranno dalla Svizzera le risorse sequestrate ai fratelli Adriano ed Emilio Riva (quest'ultimo scomparso ad aprile 2014), l'amministrazione straordinaria dell'Ilva emetterà i bond e restituirà quanto avuto in anticipo.

Nel testo della legge di Stabilità entrato in Consiglio dei ministri si indicava come somma da garantire 1,2 miliardi. Da vedere, ora, se anche il provvedimento finale la confermerà, visto che fonti dell'azienda ieri sera parlavano di 800 milioni. Ma c'è anche un aiuto per l'indotto, che vanta 250 milioni di crediti riferiti a lavori antecedenti il periodo dell'amministrazione straordinaria, quindi prima di gennaio 2015. Dei 250, 150 sono riferiti a Taranto. Viene finanziato l'accesso al credito nella misura di 2,5 milioni per impresa con l'intervento del Fondo di garanzia per l'80 per cento.

Un meccanismo analogo c'era già nella legge di marzo ma ora è stato snellito e semplificato in quanto buona parte delle aziende lamentava la difficoltà di accedervi avendo un rating molto deteriorato. Non fa parte delle misure della legge di Stabilità, però l'Ilva è al lavoro per ottenere dalle banche una nuova linea di credito da 150 milioni che andrebbero alla gestione del corrente. Si parla anche di 70 milioni che verrebbero da un'operazione di sconto tra fornitori e magazzino. Altro provvedimento ad hoc per l'Ilva è la proroga del commissariamento straordinario. Attualmente la durata è di un anno in caso di cessione e di due in caso di ristrutturazione, ma con la legge di Stabilità si passa a quattro anni per dare modo alla gestione Gnudi-Carubba- Laghi di lavorare a un processo ancora molto complicato.

Infine, si punta a mettere in pista entro fine anno la newco che prenderebbe la gestione dell'Ilva dall'amministrazione straordinaria. Ne farebbero parte il nuovo fondo di turnaround, voluto dal Governo per sostenere le aziende in difficoltà, le banche e i privati. «Chiediamo che quest'ultimi siano espressamente siderurgici» commenta Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl.

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