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TARANTO – "Sul fronte delle aziende dell’indotto, in assoluto le più penalizzate dalle criticità che hanno fin dall’inizio segnato tutte le tappe della vicenda, la situazione sta letteralmente precipitando. Sono 150 milioni di euro di crediti pregressi a gravare ancora sui bilanci di queste aziende, e parliamo del solo indotto di Taranto e provincia: risorse sottratte a stipendi, a innovazione, a investimenti". Lo scrive il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, in una lettera inviata al presidente del Consiglio Matteo Renzi  relativa ai riflessi della crisi dell’Ilva.

Nella lettera Cesareo invoca "un intervento diretto che preveda l’adozione di provvedimenti atti ad ottenere forme di anticipazione sui crediti pregressi. Solo in questo modo - aggiunge – le nostre imprese potranno salvarsi. Solo attraverso la corresponsione di quelle ingenti risorse, peraltro maturate durante la gestione commissariale e mai ottenute malgrado 24 mesi di lavoro incessante, potranno continuare ad operare con un margine di serenità sufficiente a garantire quei servizi finora indispensabili per la continuità produttiva, e quindi occupazionale, dell’Ilva di Taranto".

Cesareo evidenzia, infine, "l'inefficacia degli interventi previsti dalla legge 20/2015" che ha "aggravato lo stato di indebitamento delle imprese fornitrici: non ha funzionato il Fondo di Garanzia, nè sono stati applicati i previsti benefici derivanti dalla sospensione degli oneri tributari, e persiste, quale diretto effetto di tali circostanze, la stretta creditizia".

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