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TARANTO - «Un incontro urgente in merito sia alla situazione economica e industriale che alla situazione occupazionale del gruppo Ilva in amministrazione straordinaria visto il perdurare delle difficoltà economiche che si stanno ripercuotendo sui carichi di lavoro e gli approvvigionamenti, principalmente nel sito tarantino con inevitabili ripercussioni negative su tutti gli stabilimenti del gruppo». E’ la richiesta che i segretari nazionali e coordinatori nazionali della siderurgia di Fim Cisl (Pasotti), Fiom Cgil (Rappa e Faticanti) e Uilm Uil (Ghini e Gambardella) hanno inviato al Governo e all’Ilva. Destinatari della richiesta sono il ministro dello Sviluppo, Guidi, il responsabile del settore vertenze e crisi dello stesso ministero, Castano, nonchè i tre commissari dell’Ilva, Gnudi, Carrubba e Laghi, e il direttore centrale del personale, Ranieri.

Ilva di nuovo in affanno finanziario, dunque, segnalano i sindacati metalmeccanici. E analogo rilievo aveva fatto lo scorso 24 settembre, al Consiglio generale di Confindustria, anche il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, sottolineando i problemi pesanti che sta vivendo l’indotto. E sul problema interviene anche il segretario della Uilm di Taranto, Antonio Talò, per dire «che il Governo deve fare di più e in fretta e adesso mi sembra il momento giusto. Chiederemo un incontro urgente direttamente a Palazzo Chigi - dice Talò - per stringere sull’Ilva prima che sia troppo tardi convinti che il futuro di Taranto dipende molto da questo». Per la Uilm, «un’Ilva innovata e risanata diventerà anche il motore di propulsione anche per altre situazioni stagnanti (porto e Arsenale) e sopratutto per un indotto che ormai è oltre la soglia della sofferenza con aziende che continuano a chiudere ed ammortizzatori sociali in esaurimento per i lavoratori. Taranto è ormai seduta su una polveriera e dal Tavolo istituzionale - rileva Talò - arrivano risposte ed interventi che riteniamo anche importanti ma crediamo che possano essere la cornice del quadro. Invece - afferma Talò - essenziale sarà pretendere risorse per conservare e migliorare l’esistente (Arsenale, porto, Teleperformance etc). Ecco il temine giusto è pretendere dopo quanto detto, tanto, e quanto fatto, poco. Senza risposte concrete e subito - conclude Talò - crediamo che serva una mobilitazione di tutte le categorie ed istituzioni».

L’sos della Uilm si aggiunge alla nuova fermata di impianti: si tratta dei rivestimenti dove da domani altri 136 lavoratori andranno in contratto di solidarietá. Inattivi dunque. «Sinora - dichiara Vincenzo Castronuovo della Fim Cisl Taranto - il personale dei rivestimenti ha lavorato su tubi giá prodotti. La loro funzione é infatti quella di rivestirli. Ma adesso che questo lavoro si é concluso, non c'é altra attivitá da fare. Non ci sono commesse da realizzare e i tubifici 1, 2 ed Erw sono fermi per totale assenza di lavoro. I rivestimenti seguono quindi a ruota la sorte dei tubifici». «Purtroppo - conclude Castronuovo - all'Ilva sta diventando una consuetudine. Gli impianti funzionano sin quando c'é lavoro, dopodiché stop, e questo conferma ulteriormente il momento difficile che vive l'Ilva».

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