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TARANTO – "L'impianto riparte con la totalità degli adeguamenti ambientali completati". Lo sottolinea in una nota l’Ilva in amministrazione straordinaria riferendosi alla ripartenza dell’Altoforno 1, avvenuta questo pomeriggio dopo un fermo di due anni e sette mesi per interventi di ristrutturazione previsti dall’Aia. 

"La riaccensione di un Altoforno – aggiunge l’azienda – è un evento non ordinario, della durata di circa una settimana, ed è definito e normato da una procedura specifica, diversa dalle normali pratiche o procedure operative di esercizio. La messa in esercizio sarà effettuata utilizzando una procedura consolidata a livello internazionale, con l’obiettivo di minimizzare gli impatti ambientali e di sicurezza legati agli inevitabili transitori associati all’avvio di un Altoforno (tra cui ad esempio le fisiologiche emissioni dalla sommità dell’impianto non presenti durante la marcia normale)". Verra utilizzata "la cosiddetta 'tecnica della crocierà che permette di minimizzare l'impatto ambientale e i rischi di sicurezza. Questa procedura, consolidata a livello internazionale, migliora il trasferimento di calore nel crogiolo a parità di energia fornita, minimizzando quindi l’impatto ambientale legato all’accensione del coke nel crogiolo".

Con il riavvio di Afo1 e il conseguente riavvio dell’Acciaieria 1, conclude l’Ilva, "la capacità produttiva dello stabilimento ILVA di Taranto raggiungerà il 60% circa del proprio valore massimo, arrivando a circa 17 mila tonnellate al giorno e 6 milioni di tonnellate su base annua, con un impatto positivo occupazionale di oltre 400 persone".


Nel pomeriggio di oggi l’Ilva riavvia l’altoforno 1 spento nel dicembre 2012 nell’ambito dei lavori di adeguamento previsti dall’Aia. Lo ha confermato l'azienda alle segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm che hanno chiesto un incontro alla direzione per conoscere il cronoprogramma.

L'azienda ha comunicato che "continuano le operazioni propedeutiche all’avvio di Afo1" che partirà intorno alle 15. La prima colata è prevista nella giornata di domani. L’Ilva ha informato inoltre che "gli enti ispettivi preposti, preso atto degli interventi Aia realizzati, hanno richiesto documentazione su monitoraggi dell’impianto entro 90 giorni dall’avvio".

Ieri i custodi giudiziari hanno informato il giudice per l'esecuzione del sequestro preventivo, Patrizia Todisco, il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, l’azienda e gli enti di controllo che "le attività di avviamento dell’altoforno 1 non risultano attualmente autorizzate dall’autorità competente" in relazione alle prescrizioni Aia per criticità rilevate nell’ispezione di Arpa e Ispra del 29 luglio.

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