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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Ilva, il giudice conferma no a facoltà d'uso per Altoforno2

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TARANTO – Il decreto di convalida del sequestro preventivo senza facoltà d’uso dell’Altoforno 2 dell’Ilva, firmato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Taranto, Martino Rosati, è stato notificato dai carabinieri del reparto operativo alla direzione dell’Ilva. Con provvedimento separato, lo stesso giudice aveva respinto la richiesta di facoltà d’uso presentata dall’azienda. Si tratta del reparto in cui l’8 giugno scorso è stato investito da un getto di ghisa incandescente il 35enne operaio Alessandro Morricella, morto dopo quattro giorni. E’ possibile – secondo quanto si è appreso – che ora l’azienda ricorra al tribunale del riesame, ma il fermo dell’Afo2 comporta seri problemi ai ciclo produttivo, che non potrebbe marciare con un solo altoforno, il numero 4, ancora in marcia.

L'Afo 5 (il più grande d’Europa) e l’Afo1 sono attualmente in manutenzione nell’ambito degli interventi dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Il provvedimento di sequestro era stato disposto dal sostituto procuratore Antonella De Luca, titolare dell’inchiesta sulla morte di Morricella, che vede iscritte nel registro degli indagati dieci persone.

L'operaio fu investito l’8 giugno scorso da un getto di ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata e morì dopo quattro giorni per le gravi ustione riportate sul 90 per cento del corpo. L’Ilva aveva avviato le operazioni di spegnimento, rallentando la produzione e presentando contestualmente istanza di revoca della facoltà d’uso sulla base di una consulenza di parte dei tecnici della società 'Paul Wurth' che parla di errore umano e non di guasto tecnico.

In seguito alla convalida del sequestro senza facoltà d’uso dell’Altoforno 2 dell’Ilva decisa dal gip del tribunale di Taranto Martino Rosati, i segretari generali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil di Taranto hanno chiesto alla direzione generale dell’Ilva in amministrazione straordinaria un incontro «al fine di valutare la situazione contingente e le immediate prospettive».

L'istanza è stata inviata, per conoscenza, anche al responsabile delle relazioni industriali, Cosimo Liurgo, e al direttore centrale Risorse umane, Cesare Ranieri. I sindacati temono contraccolpi sul piano occupazionale.

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