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Ilva a corto di soldi a gennaio pagherà la festa del 25 aprile

di DOMENICO PALMIOTTI
TARANTO - Annuncio a sorpresa dell’Ilva ieri ai sindacati metalmeccanici: il pagamento della festività del 25 aprile, che ricorre domani, verrà differito a gennaio 2016. La crisi di liquidità spinge l’azienda ad adottare questa misura. I sindacati puntano invece ad ottenere il pagamento nella busta paga in consegna a maggio. Morte dell’operaio Claudio Marsella: dissequestrati dal Tribunale del Riesame i beni ai dirigenti dell’Ilva
Ilva a corto di soldi a gennaio pagherà la festa del 25 aprile
TARANTO - Per la crisi di liquidità l’Ilva non pagherà ai dipendenti nella busta paga in scadenza a maggio la festività del 25 aprile che cade domani, sabato. Lo ha annunciato la stessa azienda che nel pomeriggio di ieri ha incontrato i sindacati metalmeccanici. Il pagamento verrà differito a gennaio 2016, in un periodo in cui l’Ilva ritiene di poter essere in migliori condizioni finanziarie.

Coincidendo col sabato, la festività della Liberazione comporta il pagamento della maggiorazione per il personale turnista e della festività per quello normalista. Invece entrambe le categorie non si vedranno riconoscere nulla se non all’inizio del prossimo anno. Secondo i sindacati, in questo modo l’Ilva consegue un risparmio temporaneo calcolato tra un milione e 600mila euro e i 2 milioni di euro, compresi gli oneri previdenziali. I sindacati hanno preso atto della comunicazione dell’Ilva e si sono riservati una risposta, ma soprattutto sperano di evitare lo slittamento del pagamento visto che il 28 aprile è fissato un nuovo confronto tra azienda e organizzazioni dei lavoratori. L’Ilva ieri non ne ha fatto cenno, ma lo stesso meccanismo del 25 aprile - affermano i sindacati - potrebbe essere replicato anche per la festività del patrono di Taranto, San Cataldo, che cade domenica 10 maggio, e di Ferragosto, che coincide col sabato. Al di là del risparmio temporaneo, il problema è stato sollevato dall’azienda anche perchè queste tre festività coincidono col sabato, giorno in cui l’attività nello stabilimento è più ridotta. Ai turnisti che il 25 aprile decideranno di non lavorare, rinunciando quindi alla maggiorazione delle 6 ore e 60 minuti della festività, l’Ilva ha annunciato che assicurerà in alternativa 8 ore aggiuntive di ferie.

Nell’incontro si è anche discusso dell’applicazione dei contratti di solidarietà dopo la protesta dei giorni scorsi da parte dei lavoratori dell’acciaieria 1 che hanno lamentato penalizzazioni nei loro confronti. Per una serie di mansioni professionali equivalenti, l’Ilva ha individuato un numero di lavoratori che, attualmente in contratto di solidarietà, possono ruotare con i colleghi al lavoro. E’ il caso, per esempio, del personale dell’acciaieria 1 - ora ferma - con l’acciaieria 2 per 163 unità, dell’altoforno 5, anch’esso fermo, con una trentina di addetti che potrebbero essere ridislocati presso gli altiforni 2 e 4, che invece sono in produzione, e del Treno nastri 1, con una quarantina di unità che verrebbero spostate sul «gemello» 2. Analogo discorso per i sindacati si può fare anche per i locomotoristi addetti all’area altiforni. L’Ilva infine ha prospettato ai sindacati la necessità di utilizzare il periodo dei contratti di solidarietà per mettere in cantiere un piano di formazione del personale in modo che possa anche essere utilizzato in nuovi compiti. I sindacati, condividendo la necessità della formazione, hanno però chiesto che l’Ilva si faccia almeno carico dei costi che il lavoratore sosterrebbe nello spostarsi da casa al luogo di formazione perchè, è stato detto, non è possibile che con una solidarietà che già sta incidendo in modo significativo sulle buste paga i dipendenti debbano sostenere anche altri costi. Infatti, una delle ragioni della protesta dei giorni scorsi, è stata, oltre alla mancata rotazione del personale in solidarietà, anche la copertura salariale dell’ammortizzatore sociale, ferma per il personale Ilva al 60 per cento quando il recente decreto Milleproroghe l’ha ripristinato al 70. L’Ilva ha infine annunciato di aver drasticamente abbattuto lo straordinario - ora viene fatto solo per il mancato cambio turno - e che la presenza delle imprese appaltatrici è calata del 15 per cento.

domenico palmiotti

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