Giovedì 18 Agosto 2022 | 12:51

In Puglia e Basilicata

«Ciarderie»

Il vero comico? È una cosa seria

Romeo, Giulietta e l’arte del teatro

Che meraviglia! Molti non sanno che la serietà ci vuole pure nell’essere «comico», altrimenti, non è più «comico», ma «pagliaccio» o «buffone», senza togliere niente ai politici che pur essendo «seri», fanno ridere. Capito l’antifona?

25 Luglio 2022

Gianni Ciardo

Buongiorno! Bene: dire «il comico è una cosa seria» può sembrare una contraddizione? Ebbene può essere. Probabilmente può essere pure una minaccia per qualche imbecille che spontaneamente potrebbe dire: «Allora non si ride?».

E allora è un controsenso pure dire: «Mi hai fatto piangere dalle risate?».

Che meraviglia! Molti non sanno che la serietà ci vuole pure nell’essere «comico», altrimenti, non è più «comico», ma «pagliaccio» o «buffone», senza togliere niente ai politici che pur essendo «seri», fanno ridere. Capito l’antifona?

Lo spiritoso, invece, non è una cosa che ognuno può decidere di spacciare per comicità solo perché la zia e la nonna gli hanno detto: «Madonna quandarisate! Perché non esci dentro la televisione!?»

Ci sono alcuni comici con così pochi ammiratori che, ogni volta che ne incontrano uno si fanno fare un autografo o, ancora peggio, un malefico selfie.

È pericoloso credere di essere comico.

Il comico vero «deve» fare polemica, critica e libertà.

Se non c’è almeno un pizzico di polemica, la comicità diventa un compromesso ipocrita e banale, tanto da perdere tutto lo smalto che quella vera deve aver avuto sin da sempre.

Alcuni si rifugiano nelle barzellette, ma questo lasciamolo perdere.

Per questo tutt’al più posso citare ancora una volta quella mamma che, vedendo il figlio partire in guerra, disse: «Mi raccomando, non litigare con nessuno…non si sa mai… puoi sempre aver bisogno».

Naturalmente tutto ciò è solo una mia opinione, ci mancherebbe altro.

Consigli, nonostante me e la mia umile esperienza, non ne do.

Scusate, forse ho sbagliato giornale per scrivere queste cose, forse dovrei andare in qualche stupida televisione privata.

Comunque, oggi è facile far morire dalle risate, e sebbene molti muoiono da stronzi, sono sempre pochi gli stronzi che muoiono.

Per esempio, c’è una bella differenza fra i comici del Nord e quelli del Sud.

A Nord, non si dice «Ecco a voi Roberto Benigni, comico fiorentino» oppure «A voi Ale e Franz attori milanesi» o ancora «Eccovi Fiorello showman siciliano!» o «Nino Frassica, il siciliano», «Enrico Brignano, attore romano» e così via.

A Sud invece siamo più presuntuosi e ligi, dicendo, ad esempio, «Ecco a voi Nico Salatino, comico barese». E mi fermo qui perché ora non mi viene in mente nessun altro.

Poi ci sono, invece, registi che non hanno bisogno di presentazione, basta si autonominino per tali e fanno ridere.

Ecco, per esempio, questa è una battuta comica.

Madò a ridere!

Se fossi foco conquisterei lo mondo, se fossi polpo mi arriccerei.

È bello essere ottimisti? Certamente! Sarebbe bello essere «positivi», anche perché essere negativi è notoriamente nocivo. Oddio…che cosa ho detto?

Ricordo che quando ero bambino e timido, mia madre diceva: «Muoviti, cerca di essere più positivo»! Bhè, oggi mia madre ha cambiato idea!

Ha cambiato idea? Non so, anche se tenendo conto che la categoria del comico è ancora confusa, mia madre continua a dire: «Gianni, tu che ormai conosci un sacco di persone, fatti dare un posto di lavoro vero dalle otto alle due, poi alla sera alla sera, fai quelle cose!».

Ecco, vorrei che mia madre fosse anche la mamma di molti altri.

Dicendo queste cose posso sembrare pessimista. Il pessimista è un uomo che porta le bretelle e la cinta allo stesso tempo. Io no.

Io e mia moglie dormiamo in camere separate e mangiamo ognuno per conto suo; insomma facciamo di tutto per tenere unito il matrimonio. Viva la libertà!

Alcuni mariti per tenere in piedi il matrimonio fanno da autisti e in macchina può nascere un discorso così: - Rosa…forse nel nostro amore è cambiato qualcosa?

- Forse, non sono Rosa, ma mi chiamo Margherita!

Una volta ricordo che avevo una fidanzata che si chiamava Rosa, sapeva che mi piacevano i fiori e mi lanciò una margherita. Cioè no, avevo una fidanzata che si chiamava Margherita e mi lanciò una rosa. Cioè no, avevo due fidanzate, Rosa e Margherita, sapevano che mi piacevano i fiori e mi lanciarono una «grasta» dal balcone.

Molte cose sono facili da lanciare e però, in alcuni casi, converrebbe che fossero come un boomerang!

Comunque sia, i fiori sono un mezzo di comunicazione per trasmettere amore. Quando un uomo porta i fiori alla moglie senza un motivo, un motivo, un motivo c’è.

Ecco, questo, invece è esempio di umorismo.

Volete un grande amore? Fatevelo da soli! Il celibato è dei preti ed il nubilato è delle suore.

In ogni caso, il comico è una cosa seria, usatelo con cautela.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725