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In Puglia e Basilicata

Ciarderia

E c’è chi chiede dei segni... ziacali

Romeo, Giulietta e l’arte del teatro

Come deformiamo le parole, quanto inganniamo la lingua. E anche la politica: su un cartello «Fitto Meloni a 10 euro»

13 Giugno 2022

Gianni Ciardo

Buongiorno! Oggi è una giornata particolare. Perché? Lo dico per incuriosire. La curiosità non è solo dei gatti, delle scimmie e dei curiosi. Guai se le giornate fossero tutte uguali. Io conosco persone che non sono curiose e non hanno nemmeno un hobby. Bhè, loro non sono nemmeno vivi. Chi sarà il prossimo Sindaco? Questa è curiosità. La politica, per esempio, non da più curiosità. Uno vale l’altro.

La curiosità, comunque, può essere in un equivoco. Per esempio, su una bancarella di angurie ho visto un cartello con su scritto «Fitto Meloni a 10 euro».

Passando a cose serie, a Bari ci sarà, ancora quest’anno, il «Lungomare di Libri». La lettura è importante; chiarisce gli equivoci, istruisce e fa «culturismo», che, in fondo, deriva da cultura. Ho sentito con le mie orecchie gente che in libreria chiedeva:

«Vorrei i Promessi Sposi di Manzari»; «Buongiorno, lunedì siete aperti?»; «Non so che libro comprare, forse ho la Telesclerosi»; «Mentre camminavo ho girato gli occhi e ho visto questa libreria… avete libri si?»; «Scusi, questo libro che prezzo costa?»; «Vorrei un libro su Guglielmo e Romeo»; «Vorrei un libro da leggere Facilmente!»; «Questo libro se non va bene glie lo torno»; «Buongiorno, avete Donna Frank?»; «Ma questa libreria è rimasta qua?»; «Vorrei un libro di Segni di Ziacali»; «Scusi, me lo può incelofare?»; «Vorrei un libro da leggere Veramente!».

Comunque chiariamo: Laterza in via Dante, la quinta di Beethoven!

A Bari, se cercate il ridicolo da qualche parte, lo trovate. Bisogna leggere e documentarsi. Ad esempio, ho visto in un negozio un cartello che diceva «vendita per ambulanti», ebbene quel negozio è stato multato perché non aveva la licenza. Ad esempio, ancora, Burrone è un burro molto grande; donzelletta vien dalla campagna.

La parola Fame significa che non si ha il modo per soddisfarla e che soddisfarla è …una parola! È una sequenza di situazioni viziose: con gli stracci si fa la carta, con la carta si fanno i soldi, con i soldi si fanno le banche, con le banche si fanno i debiti, con i debiti si fanno i poveri, con i poveri si fanno i ricchi.

Bisogna avere fiducia in se stessi perché non è vero che l’erba del vicino è sempre più verde. È solo tagliata meglio.

Qualsiasi lampadina spenta fa lo stesso buio di qualsiasi altra lampadina spenta. Bisogna essere un po’ più parsimoniosi. Per esempio, per risparmiare benzina, in macchina bisognerebbe andare in quattro. E comunque figli piccoli, problemi piccoli, figli grandi, problemi grandi.

Un mio amico ha cinque figli piccoli, Ada, Ida, Isa, Ugo, Eva.

Avere cose piccole dà meno responsabilità.

Infatti, se uno dovesse chiedere, «ma secondo te è meglio averlo grande oppure normale che però funzioni bene?».

La maggior parte delle persone risponderebbe: «è meglio averlo normale». Puntualmente lo spiritoso di turno risponderebbe, invece, «Ecco, cuss jè naldun che u tene piccinunn!!!».

In qualsiasi caso, fare l’amore è salutare, il che non vuol, dire fare ciao con la manina.

È come avere il famoso «colpo di fulmine» anche se però l’amore si può ridurre in cenere!

Quindi, se in amore non vi rimane più niente, fate e dite come disse quell’uomo rimasto nudo: «Vi presento i miei gioielli!».

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