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In Puglia e Basilicata

Musica

Vasco Rossi si prepara ai live: prova d’orchestra col Komandante

Vasco Rossi si prepara ai live: prova d’orchestra col Komandante

Il rocker a Castellaneta. Tappa a Bari il 22 giugno

03 Maggio 2022

Nicola Morisco

Aria di primavera, aria di musica, aria di Vasco. Che sta lì da giorni, chiuso nella roccaforte del Kalidria, a Castellaneta Marina, il posto nel quale si sente in pace col mondo e con se stesso, finalmente in sintonia con Madre Terra. La bandiera dei pirati del rock sventola da giorni sul Cromie, dove il Komandante ha radunato una ciurma mai così eterogenea e fragorosa, undici Tigrotti disposti a seguirlo assalto dopo assalto, compresa una sezione fiati sax-tromba-trombone da far invidia ai Blues Brothers.

C’è tanta, tantissima Puglia in questa avventura che riapre ufficialmente la stagione dei grandi live dopo oltre due anni di stop, 27/28 interminabili mesi che hanno letteralmente spazzato via intere categorie di lavoratori specializzati in anni e anni di tour e concerti, costretti a riciclarsi (a cercare il modo di sopravvivere, per essere brutalmente piu chiari) dalla lunghissima inattività. Giusto al fianco di Vasco, c’è il talento velenosamente rock di Vince Pastano, che gioca letteralmente nel salotto di casa visto che viene da Grottaglie. A lui il Boss ha affidato la cura preziosa della direzione musicale da quando è venuto a mancare il nocchiero Guido Elmi, che era stato l’alter ego di Vasco per trent’anni e più, il tracciatore della rotta musicale che aveva portato l’astronave targata Zocca a diventare una delle più potenti del mondo. Da appena più in là, da Lecce, viene Frank Nemola, stabilmente nel cast da ormai lunghissimo tempo, musicista multitasking e dominatore di tastiere e programmazione.

Il Signor Rossi bazzica ormai da vent’anni queste contrade, dove viene a ritirarsi per caricarsi e trovare stimoli, protetto ed isolato in qualche modo da tutto l’ambiente, dallo staff del Kalidria ma anche dal Comune del Tarantino, che lo coccola con discrezione fino a farlo sentire davvero a casa. Ormai cittadino honoris causa, protetto da una rigorosissima bolla anti-Covid, eccolo correre in pineta al mattino fino al mare, eccolo godersi il circuito d’acqua della spa. Insomma Vasco prova a conservare le emozioni chiuse dentro una scatola, a tenerle a bada in attesa del botto... Per scaricare la tensione del debutto, niente di meglio che prendere il comando della squadra che lo seguirà nel tour (via da Trento il 20 maggio in quella che rischia di essere una nuova Modena Park), su e giù per tutta la penisola, con la tappa al San Nicola di Bari mercoledì 22 giugno. Prove serrate nella grande sala circolare del Cromie, i cui muri sono ormai impregnati di rock, col tetto apribile che regala aria, sole e cielo alla band, mai così nutrita: chitarre in mano a Pastano e Stef Burns, basso per Andrea Torresani e la guest star Claudio Golinelli, Alberto Rocchetti e Nemola tastiere e piano, la voce a supporto di Beatrice Antolini, il drumming potente di Matt Laug e il tris di fiati Andrea Ferrario al sax, Tiziano Bianchi alla tromba, Roberto Solimando al trombone per regalare le venature più funky-blues.

Scaletta naturalmente incardinata sull’ultimo album, Siamo qui, per un set di una trentina di pezzi tra i quali si annunciano clamorosi ripescaggi per antiche ballad alcune delle quali mai sentite prima live, chicche pescate non a caso tra quelle più sognate dai fans e quelle mai davvero sepolte in fondo al cuore del Kom. Ci sarà naturalmente La pioggia alla domenica, che dopo la rilettura insieme a Marracash e la dedica all’Ucraina, sta segnando questi mesi tremendi sfregiati dalla guerra e i cui proventi sono stati devoluti a «Save The Children». Un appuntamento destinato per l’ennesima volta a siglare con la V di Vasco una stagione nella vita del Paese, un concerto «più potente, più emozionante ma anche più festoso...» dice lui, a marchiare col fuoco questi tempi in bilico tra rinascita e dolore, a celebrare il ritorno all’abbraccio col pubblico dopo tre anni di separazione forzata. Sarà ancora il rock la chiave di lettura, persino più radicale e asciutto di sempre, meno sinfonico e più tribale, in equilibrio sopra la follia ma dritto al cuore tra malinconia ed energia. Tra testa e pancia, tra ragione e sentimento, tra amore e dolore. Molto agitato, ma mai mescolato: il trucco segreto del cocktail resta ancora il dosaggio degli ingredienti.

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