Giovedì 13 Maggio 2021 | 20:42

NEWS DALLA SEZIONE

Il racconto
Caro Manfredi, figlio mio...

Caro Manfredi, figlio mio...

 
Il racconto
«È la festa di tutti i bambini»

«È la festa di tutti i bambini»

 
Il racconto
Priscilla, i burattini e San Nicola

Priscilla, i burattini e San Nicola

 
Il racconto
Elia che custodì le ossa del Santo

Elia che custodì le ossa del Santo

 
Il racconto
Un quesito sospeso tra cielo e tempo

Un quesito sospeso tra cielo e tempo

 
Il racconto
Due ragazzi alla ricerca della verità


Due ragazzi alla ricerca della verità

 
Il racconto
Quel quartiere dove vince la vita

Quel quartiere dove vince la vita

 
Il racconto
Nel padiglione della speranza

Nel padiglione della speranza

 
Il racconto
E i pellegrini si mettevano in cammino

E i pellegrini si mettevano in cammino

 
Il racconto
Mio nonno sulla nave affondata

Mio nonno sulla nave affondata

 
il racconto
Cercare il sole nel cuore si può

Cercare il sole nel cuore si può

 

Il Biancorosso

Verso il derby
Bari, si punta a ritrovare tra i disponibili il difensore esterno Celiento

Bari, si punta a ritrovare tra i disponibili il difensore esterno Celiento

 

i più visti della sezione

NEWS DALLE PROVINCE

Covid news h 24Lotta al virus
Vaccini in Puglia, trasferite a Bari dalla Sicilia 50mila dosi AstraZeneca

Vaccini in Puglia, trasferite a Bari dalla Sicilia 50mila dosi AstraZeneca

 
FoggiaIl caso
Sdegno a Foggia, rubano tandem dell’Unione Ciechi e Ipovedenti: «Così ci tolgono la libertà»

Sdegno a Foggia, rubano tandem dell’Unione Ciechi e Ipovedenti: «Così ci tolgono la libertà»

 
PotenzaOccupazione
Melfi, Stellantis: al via tavolo tecnico con Regione Basilicata

Melfi, Stellantis: al via tavolo tecnico con Regione Basilicata

 
HomeEmergenza migranti
Santa Maria di Leuca, intercettata un’imbarcazione con a bordo un gruppo 13 migranti

Santa Maria di Leuca, intercettata un’imbarcazione con a bordo un gruppo di 13 migranti

 
BatLa curiosità
Canosa, volontari dell'Enpa salvano la maialina Mariarosa

Canosa, volontari dell'Enpa salvano la maialina Mariarosa

 
MateraLa novità
Protocollo di collaborazione per la «Carta del potenziale archeologico di Matera»

Protocollo di collaborazione per la «Carta del potenziale archeologico di Matera»

 
TarantoSicurezza sul lavoro
Taranto, fuga di gas questa mattina nell’area Altiforni dell'ex Ilva

Taranto, fuga di gas questa mattina nell’area Altiforni dell'ex Ilva

 
BrindisiCarabinieri
Francavilla, le molestie corrono sul filo del telefono

Francavilla, le molestie corrono sul filo del telefono

 

i più letti

Il racconto

Rileggendo Harold Pinter in tempi di virus

Rileggendo Harold Pinter in tempi di virus

Il drammaturgo Harold Pinter

Se Harold Pinter avesse pubblicato la sua prima trilogia teatrale: The Room, The dumb waiter e The birthday party ( in italiano La Stanza, Il Calapranzi e La festa di compleanno) nel 2020 o nel 2021, invece che nel 1957, sarebbe stato definito un neo-neorealista, l’autore che meglio ha raccontato le paure di oggi, la minaccia che viene da fuori e l’isolamento che, per necessità (e per decreto ministeriale) ne consegue. Nessuno lo avrebbe mai definito uno dei principali esponenti del teatro dell’assurdo, perché non può esserci assurdo quando un’intera società lo vive ogni giorno. È la realtà, e come tale va mostrata.
E oggi, che ci piaccia o meno, in maniera inconsapevole o no, siamo tutti personaggi pinteriani chiusi in una o più stanze. Come ci si sente chiusi in una stanza, lo sappiamo bene, possiamo dirlo anche noi, perché lo abbiamo scoperto sulla nostra pelle. Ma Pinter ce l’ha raccontato prima e meglio; in tempi non sospetti, anticipando quella sensazione di minaccia senza volto che può venire dal mondo esterno. Una minaccia talmente infida  da farci preferire l’illusione di sentirci più sicuri, e paradossalmente più felici, chiusi nelle nostre quattro mura, magari davanti ad un pc.
Le prime tre commedie di Harold Pinter sono state definite le «commedie di minaccia ». Tutti i suoi personaggi sono chiusi in una stanza perché sentono che il pericolo è fuori, ed è sempre lì in agguato, pronto a distruggere la pseudo-sicurezza che vivono nel loro ambiente chiuso. La stanza rappresenta dunque un simbolo potente della solitudine umana, dell’isolamento, ma anche della protezione dal mondo esterno.

Mai come in questo momento possiamo sentire di condividere con questo autore la sensazione vissuta dai suoi personaggi. La loro chiusura   al mondo è  molto simile a quella che stiamo vivendo noi in questo momento così peculiare della nostra vita.

Nella sua prima opera teatrale, The Room, i due protagonisti, Rosie e Bert, costruiscono un muro di parole, nel loro rapporto di coppia. Lei, moglie ossessiva e premurosa, ripete sempre le stesse frasi, quasi a volere continue conferme - anche della presenza fisica di lui- nella loro casa. Bert, marito assente ed immerso solo nella lettura del quotidiano, risponde a malapena alle sue battute. Una forma di non comunicazione, prediletta da Pinter e da tutti gli esponenti del teatro dell’assurdo, perché il parlare di Rosie è in fondo solo un monologo, e il silenzio di Bert è invece una potente, assurda e paradossale forma di comunicazione. 
Fiumi di parole e silenzio rappresentano una nuova maniera di comunicare nel teatro dell’assurdo ed i personaggi pinteriani restano intrappolati nelle loro stanze per paura di uscire e d’incontrare la «minaccia» che potrebbe turbare il loro status quo. Anche le mille, ridondanti parole di Rosie sono una  barriera al mondo esterno,  tirata su per non permettergli di entrare sotto nessuna forma.
Ma la minaccia arriva. E in The Room si presenta alla porta della loro casa nelle sembianze di uno strano  personaggio, Mr Kidd, che afferma di avere sempre abitato nella stanza occupata ora da Rosie e Bert. Una stanza confortevole e ben riscaldata, che Rosie ama ed ha paura di perdere, ma ecco che la minaccia  comincia ad avere il suo effetto devastante sulla sua psiche. La minaccia tornerà sotto altre spoglie, un certo Riley, un uomo di colore  che appartiene al loro passato, e li devasterà  ancora di più,  distruggendo completamente il loro già precario equilibrio mentale e l’illusione della pace e della serenità che quella semplice stanza rappresenta. 
Poca importanza ha se quell’uomo dice la verità o no, se uno dei due personaggi ha un passato da nascondere o meno, se il nuovo uomo  è un intruso violento o un pacifico vicino, o se addirittura il nuovo arrivato è una proiezione della mente dei personaggi, ciò che conta è l’effetto che la minaccia ha avuto su di loro.

Nel caso di The dumb waiter, la sua seconda «commedia di minaccia», la «stanza» è uno scantinato. Qui Ben e Gus sono chiusi e aspettano ordini da un misterioso «calapranzi» di un ristorante, che consegna loro messaggi e richieste assurde. Sappiamo solo che lavorano per una misteriosa organizzazione.  
Come tutti i personaggi pinteriani non sanno bene perché  sono lì, né chi arriverà, sentono solo che la minaccia incombe ed infatti arriva, ed è un killer.
Stanley, il protagonista di The birthday party invece è un  outsider, un musicista disoccupato che vive in una pensione gestita da due anziani. Mentre attende una collocazione nella società che non arriverà mai, due misteriosi personaggi appartenenti al suo passato vengono a prelevarlo per portarlo fuori dalla sua stanza proprio nel giorno del suo compleanno.
Rosie la logorroica, Bert l’asociale, i due gangsters Ben e Gus, lo psicopatico Stanley… potenti metafore della condizione umana. Fino a ieri.
Ma forse c’ è qualcosa di loro anche in noi, anche nelle nostre vite. Oggi siamo un po’ tutti Rosie, Bert, Ben, Gus. O meglio, forse è proprio qualcosa di loro che si è insinuato anche in noi, e nelle nostre vite. Noi con la paura dell’altro, la paura  del mondo esterno.
I  drammi umani che questi personaggi rappresentano sono quelli di  tutti noi, di tutti i nostri giorni, del nostro vivere sempre più imprevedibile.
Non possiamo non condividere oggi questa forma di alienazione, di   claustrofobia, mentre siamo chiusi nelle nostre case.
Nelle   nostre vite, al momento, la minaccia esterna è rappresentata da un virus misterioso, ancora incontrollabile.
Abbiamo una minaccia all’uscio e, se non alziamo muri di parole vuote o fogli di giornale per difenderci, indossiamo mascherine per proteggerci e diffidiamo di chiunque incontriamo per strada, lo temiamo, lo evitiamo.
Che succederà quando usciremo dal nostro guscio, vedremo sempre una minaccia nell’altro? O scopriremo che la minaccia è in noi stessi? Perché è questo che accade nelle opere successive di Harold Pinter. Alle «commedie di minaccia» della prima fase, seguiranno quelle guidate dall’idea di minaccia interiore che è in ognuno di noi.
Caro Harold, avresti mai immaginato che la tua minaccia del mondo esterno prendesse la forma di un virus?

E che le paure esistenziali dei tuoi Rosie e Bert, di Ben e Gus, di Stanley potessero concretizzarsi  oggi, per noi, nella paura di un bacio, di un abbraccio, del solo contatto fisico con gli altri?
La realtà supera sempre la fantasia, ma solo la grande letteratura sa raccontare la vita.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie