Sabato 17 Aprile 2021 | 07:07

NEWS DALLA SEZIONE

Il racconto
Quei gran ceffoni della Storia

Quei gran ceffoni della Storia

 
Il racconto
Quei «divertimenti» familiari

Quei «divertimenti» familiari

 
Cronache del distanziamento
Leggendo una lettera ritrovata…

Leggendo una lettera ritrovata…

 
Il racconto
Il musicista e la città muta

Il musicista e la città muta

 
Il racconto
Il geco e la salsa di pomodoro

Il geco e la salsa di pomodoro

 
Il racconto
Quel 9 aprile di fuoco e fiamme

Quel 9 aprile di fuoco e fiamme

 
Cronache del distanziamento
La «polpessa» innamorata

La «polpessa» innamorata

 
il racconto
Ritrovarsi, ma poi dirsi addio

Ritrovarsi, ma poi dirsi addio

 
Il racconto
Quella fuga a tutta birra dal colera

Quella fuga a tutta birra dal colera

 
il racconto
E un giorno i giochi si ribellarono...

E un giorno i giochi si ribellarono...

 
Il racconto
Addio «fratello rock» Aleksandr

Addio «fratello rock» Aleksandr

 

Il Biancorosso

Serie C
Gli ex di Bari-Palermo: Floriano, il "re" della serie D

Gli ex di Bari-Palermo: Floriano, il «re» della serie D

 

NEWS DALLE PROVINCE

Newsweekl'iniziativa
Bari, infermieri del Di Venere su tute Covid: «DDL ZAN» contro discriminazioni di genere

Bari, infermieri del Di Venere su tute Covid: «DDL ZAN» contro discriminazioni di genere

 
Tarantola protesta
Mittal Taranto, presidio al Mise il 22 aprile per operaio licenziato

Mittal Taranto, sciopero e presidio al Mise il 22 aprile per operaio licenziato

 
Leccel'esposto
Galatina, donna incinta abortisce dopo essere andata in ospedale per controllo e rimandata a casa

Galatina, donna incinta abortisce dopo essere andata in ospedale per controllo e rimandata a casa

 
PotenzaL'intervento
Stellantis di Melfi, il sottosegretario Moles: «No si perda neanche un posto di lavoro»

Stellantis di Melfi, il sottosegretario Moles: «Non si perda neanche un posto di lavoro»

 
Foggiala denuncia
Foggia, assistenza psichiatrica insufficiente nel carcere: uno specialista per poche ore al giorno

Foggia, assistenza psichiatrica insufficiente nel carcere: uno specialista per poche ore al giorno

 
Batla decisione
Popolare Bari, truffa su polizze vita: assolti dipendenti filiale di Barletta

Popolare Bari, truffa su polizze vita: assolti dipendenti filiale di Barletta

 
BasilicataEconomia
Bardi: «Con Recovery Fund ridurre divario fra Nord e Sud»

Bardi: «Con Recovery Fund ridurre divario fra Nord e Sud»

 
Brindisial Perrino
Brindisi, muore povero e solo: la città gli paga il funerale

Brindisi, muore povero e solo: la città gli paga il funerale

 

i più letti

Il racconto

Eva non deve mangiare la mela

Marilina Sepe e il femminile che è nei libri, tra ricordi anche di Franco Cassano

Eva non deve mangiare la mela

Ha uno strano modo di farsi sentire l'assenza. Vorrei zittirla, addomesticarla ma lei... niente da fare.
Arriva di soppiatto e mi dice che è lì, che è sempre stata lì e che non mi libererò di lei. Si è nascosta tra le pagine dei miei libri.
Mi osserva, mi controlla vigile. Un po' come mia madre. Dagli scaffali occhieggiano i suoi libri, «letteratura al femminile» la chiamavano, Alba De Cespedes, Lalla Romano ... ma, prima fra tutte, lei: Natalia Ginzburg. Ce li ho tutti, e tutti erano suoi.

Creatura strana l'assenza. In questo anno di chiusura, ho imparato ad aver cura delle piante e dei ricordi, convinta di mantenere vivi entrambi. Ho riletto La Corsara di Sandra Petrignani, un superbo ritratto di Natalia Ginzburg che mi ha riportata a quel lessico della famiglia Levi che era diventato quasi un nostro lessico privato; mia madre ed io ne citavamo frasi a memoria.
Cullo l'assenza custodendo libri, seguendo le parole di Ray Bradbury «Non siamo che sopra-coperte di volumi, privi d’ogni altra importanza che non sia quella d’impedire alla polvere di seppellire i volumi».
Forse per questo ho imparato a memoria qualche frase dei libri del prof. Franco Cassano, sperando di non sentirne l'assenza mantenendone intatto il ricordo.

Una donna da sola non potrebbe girare di notte …
Le donne possono girare da sole ma accompagnate dalla paura. Ci sono spazi e tempi della città che esse non possono conoscere se non a rischio di essere assalite: se violano questi confini spazio-temporali, l’esperienza più probabile non è quella di conoscere nuovi luoghi e nuove sensazioni ma solo la paura .... (da Approssimazione. Esercizi di esperienza dell’altro di Franco Cassano).

Ho ancora in mente questa citazione quando penso che siamo all'otto marzo e lo sguardo si posa su Apri gli occhi di Rita Lopez e penso che vi ritrovo perfettamente descritto tutto il mondo aprioristico in cui vivono le donne descritte nel romanzo.
Occhi bene aperti, devono stare attente, essere schive, non farsi notare. Aprire gli occhi ma tenerli sempre rivolti verso il basso, coltivare la paura come dote, portarsela sempre appresso perché è la paura che guida le donne, che insegna a muoversi in un mondo di «maschi», non di «uomini».
Solo la paura è compagna salvifica e questo le donne devono impararlo sin da bambine.
«Apri gli occhi!» è la raccomandazione ricorrente che viene rivolta ad Anna, una ragazzina che vive nel popolare quartiere Libertà di Bari.
E Anna impara che, a Bari come a Roma, alle donne non sono concessi spazi e tempi analoghi a quelli degli uomini, che lei e sua sorella non sono come il fratello, il figlio maschio. La madre glielo insegna quotidianamente, glielo insegna commentando lo stupro del Circeo: «S' ptèvn stà a la cas! Potevano starsene a casa loro!» Rosaria e Donatella hanno sognato, hanno osato, hanno varcato quel limite e sono state punite. Hanno dimenticato la paura. E Rosy, l'ingenua amica di Anna, non ha paura. C'è un preciso confine che non va oltrepassato, violarlo comporta punizioni. Eva non deve mangiare la mela. Ricordiamocelo l'otto marzo.
Io avevo paura di tutto, Rosy. Delle strade del mio quartiere quando imbruniva. Degli sguardi insistenti. Degli scippatori. Di stare da sola in casa. Persino di mio fratello. Io avevo paura del mondo intero. E tu non avevi paura di niente.
Attraverso gli articoli dei giornali che Anna ruba e custodisce segretamente nel cassetto, il suo sguardo si allunga oltre i confini della sua città e lei amaramente, da tante immagini che raccontano sempre violenza, compone un unico dramma.
Ma ieri è ancora oggi.
La paura accompagna le donne in Un granello di colpa. Altre immagini mi ritornano in mente. Daniela Ciriello dice, con il linguaggio della fotografia, lo stesso racconto del testo narrativo di Antonella Caprio, la narrazione di una violenza subdola, manipolatrice.
Il pericolo è anche sul web, anche lì c'è un percorso nel buio, un limite spazio-temporale da non valicare, un confine di cui avere paura. Eva non deve mangiare la mela. Quando la assaggia, ne conserva il sapore della colpa.
Questo è il racconto, sempre. Dagli scaffali si affacciano i volumi: La strega e il Capitano di Leonardo Sciascia, Artemisia Gentileschi (protagonista nel volume di Anna Banti) la cui stessa capacità artistica costituiva una colpa, la mistificazione del mito delle Amazzoni, colpevoli di essere donne guerriere, coraggiose, autonome, che gridano in prima persona la loro storia dalle pagine de Il cuoio e la polvere di Maria Rosaria Ambrogio, condannate dalla narrazione imperante a devianza, a stereotipi, a mostri.
Il loro rifiuto di adeguarsi ai canoni che le volevano inferiori agli uomini, viene marchiato nei loro corpi come mancanza di femminilità per cui il loro stesso nome non viene fatto derivare da «donne robuste», forti, ma da «prive di» un seno e, pertanto, mancanti di femminilità.
Donne che non conoscono la paura.
Le donne che non attendono un cenno per parlare
che non conoscono paura.
libere.
Donne che hanno valicato il limite.
Eva non deve mangiare la mela.

Ho fra le mani Poesie tarde di Margaret Atwood
...È tardi, è molto tardi;troppo tardi per ballare.Allora, canta quel che puoi:Accendi la luce: canta ancora,canta: Ora.
Ho deciso: metto un disco. Paolo Conte mi invita ad asciugare al sole la faccia stanca.
Avanti, avanti bionda,... Fino all'ultimo da sola danzi e canti ormai....Hai gli occhi buoni per guardar il mondo con l'intensità di chi ha capito, e non ci pensa mai il gioco e il sonno di questa vita. Avanti, avanti bionda!

****

Otto marzo.

Statemi a sentire: non rimpicciolitevi. Non fatevi matrioske. Piccole, sempre più piccole, ogni volta più chiuse, stipate in fondo, tenute per ultime. Non lasciate che vi mettano in attesa sopra un davanzale, dietro il vetro smerigliato di una boccia acquatica. Siete donne, non siete pesci rossi. ... Azzannate, se c'è da azzannare. Sottraetevi, sgusciate, quando provano a manipolarvi. ... Ridete, ridete apertamente, ridete sguaiatamente, se necessario. Mostrate i denti, non copritevi la bocca con le dita ... Siate rumorose, siate fastidiose. Se volete essere libere, liberatevi e state allerta: la libertà nutre i miracoli, e i miracoli hanno occhi bellissimi. Occhi pieni di mare.
(Donne al quadrato di Antonia Storace).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie