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Vi è mai capitato di svegliarvi la mattina e di essere assaliti da una irrefrenabile voglia di mettere i piedi fuori casa alla ricerca di «quel non so che» in grado di sconvolgere la vostra ben tracciata routine quotidiana?

Giulia era da tempo presa da questo desiderio e quella mattina aveva deciso di assecondarlo. I lunghi turni in ospedale dettati dalla nuova emergenza le avevano «rubato» ogni spazio temporale, e il suo spiccato senso del dovere aveva sempre avuto priorità su tutto, e questo da quando, dopo la laurea in scienze infermieristiche, la vita le aveva regalato il prezioso dono di esercitare sin da subito la professione nella sua Fasano.

La sua giornata tipo iniziava puntualmente alle 6,00 con una doccia rilassante seguita da una tazzina di caffè amorevolmente preparata dal suo compagno Stefano. I due si erano conosciuti in una giornata informativa sulle tecniche di pronto soccorso a scuola e dopo due anni avevano deciso di andare a convivere senza al momento alcuna progettualità matrimonio e/o figli. Stavano bene insieme e soprattutto erano riusciti a costruire uno spazio comune condivisibile ben distinto dalle loro rispettive vite individuali. Stefano era un docente di lettere di ruolo con il grande «vizio» della scrittura. Dopo l’orario di lezione e in tutti i suoi momenti di «tempo vuoto» adorava annotare su uno dei suoi taccuini colorati pensieri, emozioni e storie raccolte nella sua ordinaria quotidianità, confidando nell’arrivo di una grande ispirazione degna di una proposta di pubblicazione.

Nel frattempo era stato proprio uno dei suoi pensieri a conquistare Giulia e sicuramente godeva di questo risultato della sua scrittura più di ogni altra aspettativa futura. Trovare l’amore non è cosa di poco conto, e Giulia e Stefano avevano consapevolezza di questo... si amavano fisicamente e nell’anima e credevano entrambi in quella relazione fatta di sorrisi, rispetto e complicità, anche se fuori da ogni convenzione. «Anche oggi giornata fulltime», le aveva sussurrato Stefano quella mattina. «Turno pieno sino alle 15,00, e domani finalmente giorno di riposo», la risposta di Giulia, «per te invece?» «Orario completo in DAD», sussurrò con tono nostalgico Stefano, ricordando quei bei momenti «in presenza» vissuti l’anno prima…

Quante cose erano cambiate…un virus sconosciuto aveva deciso di regnare sovrano imponendo all’intera umanità comportamenti unificati senza curarsi delle decisioni del singolo e penalizzando con forza ogni forma di libertà individuale.

La vita ci riserva spesso questi inaspettati cambi di rotta e solitamente proprio in questi nuovi passaggi ciò che a lungo è rimasto in silenzio dentro di noi, comincia a far rumore, riaffiorando con forza e generando un disagio interiore che non può più essere trascurato. Giulia si sentiva realizzata nella sua professione, appagata dalla sua vita sentimentale, ma da troppo tempo non si concedeva quelle “coccole” tutte per lei.. adesso aveva voglia di resettare il suo status quo e di fare quello che la faceva sentire bene.. questa settimana il suo giorno libero era una data-ricorrenza, il giorno di San Valentino.. Stefano lo ricordava bene e come ogni anno si prestava a deliziare Giulia con un menu speciale accompagnato da un regalo sorpresa sempre ben gradito.. quella mattina del 14 febbraio però molte cose non andarono come da «programma»...

Giulia aveva manifestato sin dal risveglio uno strano senso di svogliatezza e apatia. Sorseggiava il caffè pensierosa, si mostrò felice di «scartare» il dono di Stefano, ma in realtà non vedeva l’ora di assecondare quanto pianificato nella sua mente da tempo. E così, mentre il suo compagno si accingeva a preparare il video per la lezione, Giulia si allontanò in tutta fretta da casa, con la scusa di acquisti urgenti e come prima tappa decise di fare una prima sosta in quella caffetteria che aveva assiduamente frequentato prima della sua convivenza. Ciao Giulia, come stai-le parole del barista Michele.. «Bene, grazie, replicò Giulia e non era il solito «bene, grazie» che utilizziamo come risposta a chi è solito chiederlo. Questa volta Giulia sentiva «con il cuore» di stare bene.

Aveva voglia di gustare un caffè diverso da quello preparato in casa, aveva voglia di concedersi una colazione al bar con caffè macchiato e bombolone alla crema proprio come ai vecchi tempi, e questa semplice concessione la rendeva felice. Con lo zucchero ancora sulle labbra lasciò il locale e riprese la macchina per raggiungere il centro cittadino. Adesso aveva voglia semplicemente di camminare e di osservare con lentezza tutto ciò che la circondava, svuotando completamente la sua testa e abbandonandosi a sensazioni di riscoperta altamente rigeneranti. Quante cose ci possono colpire se abbiamo gli occhi pieni di entusiasmo.. Ripose in borsa la sua mascherina e passo dopo passo cominciò a guardarsi attorno sino ad incrociare con il suo sguardo un poster esposto in una piccola botteguccia dall’altra parte della strada a pochi passi dal palazzo comunale.

Giulia aveva riconosciuto l’immagine raffigurata, era quella della pittrice messicana Frida Khalo, e già qualche mese fa si era documentata su questa artista dopo aver visto alcuni dei suoi autoritratti a casa della sua collega Alice. Incuriosita e a passo svelto raggiunse quel negozietto e si fermò a leggere quel pensiero scritto sotto l’immagine.. Innamorati di te, della vita e dopo di chi vuoi… a questo punto non ebbe più dubbi…decise di farsi un regalo, quel regalo, per celebrare il giorno dell’Amore, perché innamorarsi di se stessi è l’inizio di una grande storia d’amore, l’unica che può farci sentire davvero bene.

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