Venerdì 22 Gennaio 2021 | 19:02

NEWS DALLA SEZIONE

Il racconto
L'abbraccio più lungo della vita

L'abbraccio più lungo della vita

 
Il racconto
Volo e focolare, evviva la Befana

Volo e focolare, evviva la Befana

 
il racconto
Ma «se Parigi tenesse lu mare»?

Ma «se Parigi tenesse lu mare»?

 
Il racconto
Più vicini di sempre, grazie virus

Più vicini di sempre, grazie virus

 
Il racconto
Noi ragazzi abbiamo brevi sogni

Noi ragazzi abbiamo brevi sogni

 
Il racconto
Rocco e Amelia, parole sul mare

Rocco e Amelia, parole sul mare

 
il racconto
L’avventura con «Tommaso blu»

L’avventura con «Tommaso blu»

 
Il racconto
Ma quanto è bella la vecchiaia...

Ma quanto è bella la vecchiaia...

 
Il racconto
La domanda del mandarino

La domanda del mandarino

 
Il racconto
Un test d'amore... in due linee

Un test d'amore... in due linee

 
Cronache del distanziamento
Caro 2021... noi ti aspettiamo!

Caro 2021... noi ti aspettiamo!

 

Il Biancorosso

Biancorossi
Auteri e la C infuocata del Bari: «Volevo proteggere il gruppo»

Auteri e la C infuocata del Bari: «Volevo proteggere il gruppo»

 

NEWS DALLE PROVINCE

BrindisiIl caso
Blitz dei Nas in due case di riposo a Brindisi e Potenza: chiuse per carenze igieniche

Blitz dei Nas in due case di riposo a Brindisi e Potenza: chiuse per carenze igieniche

 
TarantoIl virus
Covid 19 a Grottaglie, dipendenti comunali positivi: chiusi gli uffici

Covid 19 a Grottaglie, dipendenti comunali positivi: chiusi gli uffici

 
Covid news h 24Al San Giacomo
Covid, la denuncia della Lega: «A Monopoli niente test rapidi: bisogna andare a Bari»

Covid, la denuncia della Lega: «A Monopoli niente test rapidi: bisogna andare a Bari»

 
PotenzaIl caso
Melfi, in auto con 4 quintali di cavi di rame: denunciato

Melfi, in auto con 4 quintali di cavi di rame: denunciato

 
FoggiaLa novità
Policlinico di Foggia, nasce il primo reparto di Andrologia in Puglia

Policlinico di Foggia, nasce il primo reparto di Andrologia in Puglia

 
LecceLa convenzione
Lecce, nasce il 'Parco della Giustizia' su terreno confiscato alla mafia

Lecce, nasce il 'Parco della Giustizia' su terreno confiscato alla mafia

 
MateraNel Materano
Mafia, sequestrati beni a capoclan lucano: case, mezzi e contanti

Mafia, sequestrati beni a capoclan lucano: case, mezzi e contanti

 
BatNella Bat
Droga, condanne definitive per sette trafficanti di Andria

Droga, condanne definitive per sette trafficanti di Andria

 

i più letti

il racconto

La storia della principessa Shen-Tzu

Refrattaria alla vita di corte si rifugiò per sempre nel tronco di un grande albero di loto

La storia della principessa Shen-Tzu

Shen-tzu, figlia dell’ottavo imperatore Manciù di nome Tao-Lin, era fanciulla di minute proporzioni nella figura, non arrivando la sua testa a toccare i rami più bassi dell’albero del loto, che pure non è molto alto. Ma ciò che preoccupava l’ imperiale genitore non era tanto la sua altezza non eccezionale (la bassa statura essendo in fondo la regola per le fanciulle e le donne del Celeste Impero, come del resto per gli uomini di quella parte del mondo) quanto la tendenza della ragazza a non camminare come tutti su due piedi, ma a preferire un’andatura carponi, accovacciata sulle mani e sui piedi, ora a piccoli balzi, ora come strisciando sui pavimenti di marmo nel palazzo e nei viali dei giardini imperiali.

Shen-tzu era per altro piuttosto graziosa e sottile di forme: le sue braccia e le sue gambe, fortificate dall’ esercizio del saltare e dello strisciare per terra, avevano assunto una struttura allungata e muscolosa, del tutto inusitata nelle fanciulle Manciù o nelle fanciulle cinesi in generale. Il medico di corte, il saggio Ka-fun-Goa, convinse così l’ imperatore Tao-Lin di lasciar fare alla natura, la quale avrebbe operato certamente per il meglio.

Così non si forzò mai la principessa Shen-Tzu a camminare eretta come tutte le altre ragazze e nemmeno le fu opposta resistenza quando cominciò a passare quasi tutto il suo tempo, dalla mattina alla sera, nel grande parco del palazzo imperiale, tra gli alberi, i laghetti, i fiori e le grandi distese di erba verdolina. Shen-tzu, che non era mai stata di molte parole (anzi c’ era chi sosteneva di non averla mai sentita davvero parlare) non rispondeva mai ai richiami preoccupati delle dame di compagnia, dei maggiordomi e dei servi di palazzo che spesso, su ordine di suo padre, la chiamavano per tutto il parco affinché rientrasse nelle sue stanze almeno per consumarvi i pasti.

La fanciulla, che andava assumendo un’ aria sempre più arborea a contatto com’ era sempre con le erbe, i fiori, gli alberi e le acque del parco, a volte saltellava allegramente da una finestra bassa in un salone del palazzo, e con uno squittìo di soddisfazione si accovacciava magari ai piedi del padre, l’ ottavo imperatore Manciù di nome Tao-Lin, che un po’ compiaciuto, un po’ imbarazzato, le accarezzava il capo e il viso, come ad un animaletto grazioso anche se alquanto repellente.

Il fatto è che Shen-Tzu, che sempre strisciava o saltellava nel bosco, sul terreno e nelle acque limacciose degli stagni e dei laghetti del grande parco, era sempre umidiccia se non bagnata, in più sporca di terreno e fango: la sua pelle unta e scivolosa aveva assunto quel colore di sottobosco verde-marrone tipico, per dire, delle ranocchie o delle lucertole.

Quando infine cominciò a sibilare e a sputare assai rumorosamente a destra e a manca (dall’ espressione degli occhietti vivaci e mobili si capiva che la cosa le procurava enorme soddisfazione) un po’ tutti, a cominciare dal padre imperatore, si resero conto che la principessa non era proprio adatta alla vita di corte.

Su consiglio allora del medico di corte, il saggio Ka-fun-Goa, fu predisposta una comodissima tana, all’interno del tronco di un grande albero di loto, sulla riva di un grande lago e nei pressi di una fresca sorgente. Shen-tzu vi si accomodò molto comodamente e da allora non lasciò più il parco, il lago, il bosco, nascondendovisi completamente.
Il padre imperatore però, ogni giorno verso il tramonto, si recava nei pressi della tana nel tronco di loto e cercava di scorgere la principessa tra i rami dell’ albero, o nell’ erba mentre si crogiolava all’ ultimo sole, o mentre beveva alla sorgente. La salutava da lontano, anche se non era mai molto sicuro di averla vista davvero, ma sempre credeva di sentire il sibilo o lo squittìo soddisfatto di Shen-Tzu e qualche volta era anche convinto di sentire qualcosa di umido e bagnato addosso.

Forse era Shen-tzu che sputava addosso al padre imperatore in segno di saluto, o magari gli si accostava e lo sfiorava velocemente con la sua pelle umidiccia e scivolosa.

All’ ottavo imperatore Manciù di nome Tao-Lin questo bastò per lunghi e lunghi anni, così anche alla principessa Shen-Tzu.
Dopo la morte dell’ imperatore nessuno più vide Shen-Tzu: le sue tracce e la sua immagine scomparvero per sempre tra i fiori, le erbe, gli alberi e le acque del parco. Ogni tanto si udiva, al tramonto, un fischio prolungato e qualcuno diceva che era Shen-Tzu, che salutava dal profondo del bosco.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie