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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Bari, hub vaccinali aperti dalle 7 del mattino e dopo le 17 per fronteggiare il caldo

Richiesta a Comuni e ai medici di rimodulare l’orario di attività

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Bari - Hub vaccinali aperti dalle 7 del mattino fino a mezzogiorno al massimo e, nel pomeriggio, non prima delle 17, per evitare gli orari più caldi in questi giorni afosi: in provincia di Bari l’Asl ha chiesto ai Comuni e ai medici di rimodulare l’orario di attività per affrontare l'emergenza caldo.

Così, da oggi, tutti i centri si sono adeguati e i sindaci stanno allertando la popolazione: «Tutti gli hub metropolitani - avvisa il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio - apriranno le vaccinazioni dalle 7 di mattina: pertanto tutti coloro che hanno una prenotazione a Bitonto per il vaccino nelle ore mattutine dovranno presentarsi con 90 minuti di anticipo rispetto all’orario prefissato. Coloro, invece, che hanno prenotazione nei prossimi 3 giorni (fino a venerdì incluso) nella fascia pomeridiana, dovranno presentarsi 2 ore dopo l’orario di prenotazione, in quanto il centro sarà aperto dalle 17».

In Gran Bretagna «per la prima volta, ad un aumento di tamponi positivi non corrisponde un aumento di ospedalizzazioni e decessi. In questo caso, l’ingresso della variante Delta non sarebbe neanche stata notata se non fosse per il milioncino di tamponi giornalieri che si eseguono da quelle parti. Inutile dire che la vaccinazione è stato l’unico elemento di cambiamento fra questa e le fasi precedenti».

Lo scrive su Facebook l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, assessore alla Sanità della Regione Puglia. «Per capire cosa può succedere nel prossimo futuro in Italia in seguito all’ingresso della variante Delta - scrive - proviamo ad osservare cosa sia successo in Gran Bretagna, il Paese a noi più vicino che ha avuto maggiore esperienza con quella variante. Il Regno Unito è certamente il Paese che meglio di altri ha documentato la pandemia, avendo maggiori capacità di testing e più esperienza epidemiologica rispetto alla media europea. Dai dati raccolti fin dall’inizio è evidente come la pandemia si sia sviluppata in due grandi ondate», ma «la situazione più interessante è quella attuale dove, per la prima volta, ad un aumento di tamponi positivi non corrisponde un aumento di ospedalizzazioni e decessi».

«Un aumento di circolazione virale non accompagnata ad una ondata pandemica - spiega - vuol dire una cosa sola: il virus diventa endemico. Si arriva cioè a quella famosa convivenza semi-pacifica con il virus che tutti agogniamo». Quindi, "bisogna, spingere sempre di più a coprire con due dosi di vaccino la popolazione a rischio», sostiene l’epidemiologo.

«Solo così - conclude - a fronte di un aumento di circolazione virale non assisteremo più ad ondate pandemiche. E se la variante delta prenderà il sopravvento sulle altre varianti, questo rientrerà nella dinamica ecologica naturale di un virus che diventa endemico. In questo caso il virus provocherà ondate epidemiche stagionali che si tradurranno per la stragrande maggioranza di casi in forme simil-influenzali. A patto che la popolazione a rischio di malattia grave sia correttamente vaccinata».

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