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SERIE B

Bari cerca la vera identità, l’equilibrio resta la parolina magica

Bari cerca la vera identità, l’equilibrio resta la parolina magica

Walim Cheddira, la sorpresa più bella di questa prima parte di stagione insieme a Caprile e Folorunsho (foto Fasano)

La fase offensiva va a gonfie vele ma i biancorossi fanno ancora troppa fatica senza palla. Cheddira, l'uomo positivo

05 Settembre 2022

Davide Lattanzi

Spettacolare a volte, ma fragile al contempo. In grado di strappare applausi a scena aperta, ma di lasciare l’amaro in bocca per una vittoria sfumata quando sembrava saldamente in pugno. Il Bari di questo avvio di stagione trova la mezza misura soltanto nei risultati: tre pareggi e una vittoria per sei punti complessivi.
Gli altri indici raccontano di una prima linea scatenata attorno a tre protagonisti e di una difesa che proprio non riesce ad essere impermeabile, malgrado i miracoli di Caprile.

Super attacco

Otto reti realizzate, soltanto la Reggina con dieci ha fatto meglio. I Galletti hanno colpito in ogni gara (una tendenza cominciata già dalla Coppa Italia) e solo con il Palermo una volta sola: negli altri cinque match ufficiali, i gol sono stati almeno due. La curiosità è che un bottino così ricco sia ripartito in soli tre interpreti: Antenucci, Cheddira e Folorunsho. Tre reti per i due attaccanti che si sono già arrampicati in alto nella classifica marcatori, ad una sola lunghezza dal capocannoniere Gondo (Ascoli) che comanda a quota quattro. Due, invece, i centri per Folorunsho. Ma l’aspetto notevole è che i biancorossi creano ancora più di quanto realizzino, dando sempre l’idea di essere pericolosi. E molto altro potrà scaturire da chi smania per dare il suo contributo. Sono bastati dieci minuti a Salcedo per destare una notevole impressione: scatti, rapidità, tecnica, il ragazzino arrivato dall’Inter possiede ogni mezzo per diventare assoluto protagonista. Così come risponde sempre con volontà e vivacità Cangiano, in attesa di scoprire Schiedler (oggi comincerà il lavoro con i compagni) e capire quali contributo potrà dare Ceter.
Senza dimenticare Galano: numeri alla mano, resta sempre il calciatore biancorosso che nella categoria ha segnato di più dopo Antenucci.

Panico in difesa

La stagione era cominciata con un clean sheet, contro il Padova. È stata un’illusione, peraltro generata da un paio di strepitose parate di Caprile. Che nel frattempo ha continuato ad estrarre miracoli: in ogni match, il giovane portiere veneto ha compiuto interventi salvando reti certe, limitando il già consistente numero di gol subiti: sei, davvero troppi per gli equilibri predicati da Mignani. Un reparto che, numeri alla mano, sarebbe da playout: solo Palermo, Ternana, Perugia (7), Pisa e Sudtirol (9) hanno fatto peggio. Errori collettivi si mescolano a responsabilità individuali: servirebbe maggiore rapidità e ferocia nelle marcature. Bisognerà capire quale sarà il contributo che potrà offrire Zuzek, così come sarebbe fondamentale recuperare il miglior Vicari. Sul mercato, si attendeva un rinforzo sui terzini: Pucino, Dorval, Ricci e Mazzotta sono il poker di laterali a disposizione e da loro si cercherà il giusto mix tra copertura e proposta offensiva.

La voglia dei tifosi

Si respira un’aria diversa al San Nicola. C’è voglia di sognare, di vivere il grande calcio, da vicino. I quattro anni trascorsi tra serie D e C quasi avevano disabituato a incontri di livello. È vero: la quota spettatori dal match con il Palermo a quello con la Spal si è quasi dimezzata (da 35.377 contro i siciliani a 18.103 con i ferraresi), ma un’affluenza vicina a quota 20mila di sabato alle 14 resta un dato altissimo. La società ha deciso di tenere aperta la campagna abbonamenti fino al 15 settembre (oggi la sottoscrizione delle tessere stagionali riprenderà dopo l’interruzione del weekend): una scelta comprensibile perché il Bari non tornerà al «San Nicola» prima del prossimo 2 ottobre. Alle porte, c’è prima una doppia trasferta (sabato alle 14 a Cosenza, il 17 a Cagliari, sempre alle 14), quindi la sosta per gli impegni delle nazionali.

Difficile arrivare dagli attuali 7.500 abbonati ai 10mila desiderati dal presidente Luigi De Laurentiis. Ma una cosa è certa: se la squadra al bel gioco abbinerà i risultati, la città risponderà in massa. Restare nelle carrozze che conducono ai playoff manterrebbe alto l’entusiasmo: la sola salvezza non può bastare se ci si chiama Bari. E con quel pubblico meraviglioso porsi limiti sarebbe un delitto.

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