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Lecce, il bicchiere mezzo pieno: corsa e carattere per la salvezza

Lecce, il bicchiere mezzo pieno: corsa e carattere per la salvezza

15 Agosto 2022

Pierpaolo Verri

LECCE - Ci è mancato poco per lo sgambetto della cenerentola Lecce ai giganti dell’Inter, in quello che a tutti gli effetti era uno scontro fra Davide e Golia. Ai giallorossi resta la grande delusione per una sconfitta rimediata praticamente allo scadere, quando Dumfries ha mandato in rete l’ultimo pallone giocabile del match. Al netto del risultato, la sfida del «Via del Mare» ha dato buoni segnali ai salentini, che possono guardare con fiducia al futuro dopo la prestazione sfoggiata all’esordio in campionato, malgrado le difficoltà della vigilia e il gap tecnico con gli avversari.

La squadra allenata da Marco Baroni ha denotato personalità nell’assorbire il gol di Lukaku, arrivato dopo una manciata di secondi dal fischio d’inizio del match, e nel reagire prontamente. Superato lo shock iniziale, i giallorossi hanno ribattuto colpo su colpo i nerazzurri, hanno aumentato l’intensità nei contrasti, hanno preso fiducia e sempre maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Si è visto un Lecce battagliero, che non lascia nulla di intentato sul campo, una squadra nella quale tutti si sacrificano per l’obiettivo comune. Emblematica, in tal senso, la prestazione di Alexis Blin e Federico Baschirotto. Con l’assenza di centrali di ruolo in rosa sono stati entrambi adattati al centro della difesa e, malgrado non fosse la loro posizione naturale, hanno messo in mostra una eccellente prestazione, contro la coppia gol probabilmente più forte del campionato composta da Lukaku e Lautaro Martinez. Un aspetto, quest’ultimo, che nel post-partita è stato enfatizzato anche da Wladimiro Falcone, l’estremo difensore giallorosso che con i suoi interventi ha sbarrato la strada all’Inter in più di un’occasione: «Dal punto di vista tecnico partiamo svantaggiati rispetto a molte squadre, questo gap dobbiamo colmarlo con la forza del gruppo. Sapevo che avremmo fatto una grande partita perché nello spogliatoio vedevo lo spirito giusto, anche chi ha giocato adattandosi in un ruolo diverso ha dato il massimo. Dispiace per la sconfitta, ma la strada è quella giusta».

Di certo, partite così, davanti a una cornice di pubblico come quella dei 25 mila del «Via del Mare», offrono ai calciatori motivazioni extra. Malgrado la giovanissima età, gli interpreti del 4-3-3 di Baroni non hanno sofferto la pressione. L’età media dell’undici titolare sceso in campo contro l’Inter era di 24 anni e sette degli undici titolari erano all’esordio in serie A. C’era addirittura chi come il centrocampista Joan Gonzalez era all’esordio assoluto in un campionato professionistico. Senza dimenticare che dalla panchina sono entrati tre ragazzi nati dopo il 2000. E i giovani più attesi non hanno deluso le aspettative. È il caso di Morten Hjulmand, un gigante in mezzo al campo per larghi tratti del match, che alla prima con la fascia di capitano al braccio ha dato l’idea di poter essere uno dei leader tecnici e carismatici del Lecce del futuro. Mister Baroni, nel post-partita, ha speso parole di elogio per i suoi giovani: «Ai ragazzi dico sempre che il calcio non ha età, contano la qualità e il lavoro. La nostra squadra ha della qualità, ora occorre il lavoro per migliorare. Mando in campo chi mi dà garanzie, senza guardare la carta d’identità. Gonzalez ha lavorato bene, mi ha mostrato la giusta determinazione e l’ho mandato in campo. La società è stata chiara nel tracciare una linea, sta a noi percorrerla».

Fra le note liete della partita con l’Inter, infine, non può mancare Assan Ceesay. Anche lui nel novero degli esordienti in serie A, ha marchiato con una bella rete la prima apparizione in campionato. Veloce in campo aperto e freddo negli ultimi metri, Baroni ha sottolineato le qualità del suo nuovo centravanti: “Ha una grande dedizione al lavoro, questo è un aspetto fondamentale. In passato eravamo abituati a giocare con una punta che legava maggiormente il gioco, lui cerca più la profondità, cercheremo di servirlo meglio per venire incontro alle sue qualità. Ha giocato una partita di spessore, può migliorare tanto ed è sulla strada giusta per farlo”.

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