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Nel Foggiano

Vieste, a soli 27 anni il cuore del calciatore Pietro Tusiano ha smesso di battere

Vieste, a soli 27 anni il cuore del calciatore Pietro Tusiano ha smesso di battere

L'attaccante è stato sconfitto dalla malattia, è il secondo dopo Augelli

07 Giugno 2022

Alessandro Schirone

Un altro giovane talento del calcio dilettantistico pugliese se ne va, davvero troppo presto. Due morti in pochi anni.

Pietro Tusiano, attaccante classe 1995 dell’Atletico Vieste, aveva indossato le maglie di Spirito Santo Foggia, Manfredonia, Juventus San Michele, Nuova Lucera, Herdonia, Team Orta Nova, Fidelis Andria e Martina 1947. Si è spento per un brutto male che ha colpito ieri l’universo regionale dello sport come un fulmine a ciel sereno. Qualche mese fa un suo eurogol aveva guadagnato persino la copertina di un servizio andato in onda su Striscia la Notizia, perché Pietro con la palla sapeva giocare. E incantare. «Al di là delle giocate pazzesche con cui deliziava i tifosi – ammette il presidente Lorenzo Spina Diana – era un uomo di spogliatoio, uno di quelli che tutti gli allenatori vorrebbero nella propria squadra.

Umile, socievole, solare, generoso, genuino. E nonostante la vita non gli avesse regalato nulla, aveva sempre un sorriso per tutti, in qualsiasi momento. Che possa riposare in pace, Vieste non lo dimenticherà mai». L’Atletico, che quasi due anni fa aveva pianto anche la prematura scomparsa di Rocco Augelli, ha dedicato al 26enne foggiano uno struggente messaggio di cordoglio. «Da qualche mese – si legge nella nota pubblicata sulla pagina Facebook del club dauno – Pietro lottava tenacemente. Gli dobbiamo tanto, non solo in termini calcistici, in quanto è stato tra i principali artefici della salvezza nell’ultimo campionato di Eccellenza, ma soprattutto per i valori che ci ha trasmesso. In questi mesi abbiamo fatto quadrato, lottando su ogni campo e su ogni pallone, proprio come lui era abituato a fare ed ha fatto fino all’ultimo secondo col sorriso sempre stampato in volto. Oggi ogni parola potrebbe essere superflua. Ci uniamo al dolore della famiglia e di tutti coloro i quali hanno avuto il piacere di conoscere e soprattutto apprezzare Pietro per la semplicità e la generosità che lo contraddistinguevano».

Due morti in pochi anni. Destini amari che non hanno connessioni se non il luogo il club. Ma la scomparsa di Tusiano riapre la stagione dei sospetti. E se l’erba sintetica o magari qualche altro fattore ambientale del luogo ci avesse messo lo zampino?

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