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«Lecce, il cielo è a un passo», la carica di Sticchi Damiani

«Lecce, il cielo è a un passo», la carica di Sticchi Damiani

Il presidente: 10 giorni di fuoco, non vogliamo fermarci

30 Aprile 2021

Antonio Calò

«Dieci giorni di fuoco». Così il presidente Saverio Sticchi Damiani definisce il periodo che inizierà domani, con la gara casalinga con il Cittadella (ore 14), proseguirà martedì, con la trasferta di Monza, ed il venerdì seguente, con il match interno con la Reggina, per poi concludersi lunedì 10 maggio con la partita esterna con l’Empoli. Al termine del confronto con i toscani la classifica della regular season del torneo cadetto sarà definitiva ed il Lecce saprà se è stato promosso in A o se dovrà inseguire il traguardo tramite i playoff.

«In quattro sfide ed in dieci giorni ci giocheremo molti dei sacrifici compiuti dall’inizio dell’annata agonistica – dice Sticchi Damiani – Lo faremo con la consapevolezza e con la convinzione che il nostro è stato un cammino di crescita molto importante e che, per questo, è da considerare ampiamente positivo. E’ cresciuta la rosa della prima squadra come quella del settore giovanile ed abbiamo compiuto passi in avanti significativi sul piano delle strutture e su tanti altri. Né intendiamo fermarci qui. Naturalmente sappiamo quanto sarebbe importante conservare sino in fondo la piazza d’onore».
Avete un punto in più sulla Salernitana e sei sul Monza. Ha senso azzardare dei calcoli e ipotizzare una quota-promozione?
«La matematica in questo momento indica che, per avere la certezza di confermarci in seconda posizione, dobbiamo vincere sempre. Quindi, fare supposizioni differenti non ha alcun valore. Abbiamo visto, nel turno precedente, come la classifica sia mutata più volte nei minuti finali della giornata, con la Salernitana che perdeva con il Venezia ed era scivolata a -4 da noi, per poi ribaltare la situazione e riportarsi a -1. Figuriamoci quante situazioni analoghe possono registrarsi nelle restanti quattro giornate. Bisogna affrontare un match alla volta e dare tutto».

Come sono state vissute dalla squadra queste due settimane di stop forzato?
«I ragazzi hanno lavorato intensamente ad Acaya. Sanno quanto sia importante il momento e ciascuno di loro lo vive com’è nella propria indole. Si respira un clima di grande concentrazione. Mister Corini ed il suo staff stanno curando ogni dettaglio. Il gruppo sta insieme per buona parte della giornata. Il direttore generale dell’area tecnica Corvino vive costantemente con la squadra. Io assicuro la mia presenza ogni volta che gli impegni professionali me lo permettono, soprattutto a pranzo, momento nel quale posso intrattenermi con calciatori e tecnici. Insomma c’è un bell’ambiente. Abbiamo tutti voglia di realizzare una grande impresa».

Domani il Lecce se la vedrà con il Cittadella. Che partita sarà?
«Tosta. Affronteremo un complesso che da diverse stagioni fa benissimo tra i cadetti, lottando in alto. Un team compatto, che ha qualità e fisicità. Il confronto di andata, terminato 2-2, è stato avvincente, ricco di emozioni e di capovolgimenti di fronte».

In concomitanza si giocherà la gara Salernitana-Monza. Cosa si aspetta?
«Dobbiamo limitarci a guardare in casa nostra. Siamo a +1 sulla terza, il che ci permette di potere essere artefici del nostro destino senza dovere attendere i risultati altrui. Ebbene, dobbiamo cercare di restare davanti sino in fondo».

Ieri ricorreva il terzo anniversario della promozione dalla C alla B, il suo primo traguardo di rilievo da presidente del Lecce, conquistata il 29 aprile 2018. Che ricordi serba di questa memorabile giornata?
«Dire fantastici è poco. Per tutti noi della proprietà è stata una vera liberazione. A volte certi traguardi vengono dati per scontati, ma non è mai facile tagliarli. Club più blasonati del nostro o che fanno capo a città più popolose hanno stentato a riemergere dalla terza serie nazionale, cosa accaduta anche al Lecce. Altri non ci sono riusciti. Per il popolo giallorosso, il 29 aprile 2018 resterà sempre scolpito a caratteri cubitali nella storia della società».

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