Mercoledì 25 Novembre 2020 | 13:04

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Dalla sfida persa a Brescia, venerdì, al turno infrasettimanale che, mercoledì, alle 19, vedrà il Lecce opposto alla Cremonese, al «Via del Mare».

Presidente Sticchi Damiani la parola d’ordine è pazienza, quella che occorre nella costruzione della squadra, o riscatto, quello che la piazza chiede ai propri beniamini?
«Da quando ho iniziato l’esperienza in seno alla società, non ho mai avuto, come invece accade in questo momento, la sensazione di lavorare ad un progetto tanto bene strutturato sin dalle fondamenta. In quest’ottica, il risultato di una singola gara, positivo o negativo che sia, non mi distrae dal quadro generale, che è quello che conta. Vogliamo realizzare qualcosa di importante, crediamo nelle scelte operate, ma il cammino è appena iniziato. Certe battute d’arresto fanno parte del percorso, anche se ciascuno di noi vorrebbe vincere sempre».

Non ritiene che a Brescia, rispetto alla precedente trasferta di Ascoli, il Lecce abbia compiuto un passo indietro?
«Penso che non ci sia stato un passo in avanti nel match con i marchigiani e che non ce ne sia stato uno indietro con i lombardi. Con i bianconeri, abbiamo assistito ad una contesa equilibrata per lunghi tratti. Alla lunga, sfruttando la qualità della rosa e grazie anche ad alcuni episodi, abbiamo incanalato l’incontro nella giusta direzione, imponendoci. A Brescia, abbiamo fatto spesso la partita, ma abbiamo subito tre gol nati tutti da nostri errori. Inoltre, sull’1-0, ci è stata annullata una rete regolarissima che, considerato il momento in cui si è registrato l’episodio, avrebbe potuto indirizzare la sfida verso un’altra direzione».

Gli episodi non vanno forse governati?
«Nel processo di crescita e di maturazione, un collettivo diventa tanto più forte in relazione a quanto sa essere superiore ai singoli episodi, ma tutto ciò non si ottiene dalla sera alla mattina. Si costruisce col trascorrere del tempo e con il lavoro. Nel Lecce 2020/2021 è tutto nuovo, dal direttore dell’area tecnica Corvino all’allenatore Corini, sino a numerosi componenti della rosa, tra i quali figurano diversi stranieri, la maggior parte dei quali alla loro prima avventura in Italia».

Tutti gli addetti ai lavori hanno rimarcato le difficoltà palesate nella costruzione della manovra per la mancanza di un play di ruolo. Qual è la situazione del caso-Tachtsidis?
«Tutto nasce dalla grave scorrettezza di una società che, in barba ai regolamenti, ha contattato direttamente il calciatore, promettendogli un contratto molto allettante, a patto che si liberasse da solo dal vincolo che ha con il Lecce. Tra l’altro, a cessione di Petriccione già avvenuta, a poche ore dalla conclusione del mercato e dopo che era stato deciso di puntare su Panagiotis. Nonostante questa scelta fosse quella che comportava il costo più alto per le casse del club, in quanto le caratteristiche di Tachtsidis sono quelle volute da Corini per il proprio tipo di gioco. La linea che stiamo seguendo è quella del buonsenso, ma anche della fermezza. Non crocifiggiamo il nostro centrocampista, in quanto capiamo che un professionista voglia sfruttare certe occasioni, ma siamo anche convinti che vadano rispettate in pieno le nostre ragioni. Il ragazzo è intelligente, ritengo che si stia rendendo conto di come siano andate le cose».

Mercoledì la Cremonese. È un bene tornare subito in campo?
«Senz’altro. In tutti noi c’è tanta voglia di riscatto. Mi aspetto quindi una grande reazione. Dovremmo recuperare qualcuno degli uomini assenti a Brescia. I grigiorossi, però, sono rivali di tutto rispetto, allestiti per ambire all’alta classifica. Mai come in questa stagione la serie B è altamente competitiva e sarà dura contro tutte le avversarie».

Sugli spalti ci saranno mille spettatori. Un primo passo verso la normalità?
«Una goccia in un oceano. Sarà bello rivedere un po’ dei nostri sostenitori, ma io penso agli altri 19.000 che vorrebbero esserci e che, purtroppo, non possono fare sentire il proprio calore alla squadra. Non vedo l’ora che i nuovi arrivati constatino personalmente quanto sia in grado di dare la piazza salentina sul piano dell’affetto e dell’attaccamento alla maglia».

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