Domenica 20 Gennaio 2019 | 05:23

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Petriccione gonfia le ali del Lecce

Aspettando la Cremonese il centrocampista spiega: «Abbiamo dimostrato di poter stare in alto»

Lecce calcio, ora è scattata l’operazione «tagli»

LECCE - «La Cremonese è una gran bella squadra, organizzata. Dispone di calciatori forti, alcuni esperti ed altri giovani ed emergenti. Sino alla nona giornata i grigiorossi sono rimasti imbattuti. Poi hanno accusato una lieve flessione, che tutte le formazioni prima o poi subiscono in serie B. Dal vittorioso match con il Livorno, sono guidati da un nuovo allenatore, sono in ripresa ed esprimo un buon calcio, proprio come il Lecce. Mi aspetto una gara aperta e divertente».
Il centrocampista Jacopo Petriccione inquadra così la sfida che, domenica, alle 21, al Via del Mare, opporrà la compagine diretta da Fabio Liverani a quella «pilotata» da Massimo Rastelli (arbitrerà Serra di Torino).

I tifosi si chiedono se il Lecce sia da playoff. «Sino ad oggi abbiamo dimostrato che possiamo sgomitare per le posizioni che contano perché abbiamo giocato alla pari con tutte le avversarie - nota Petriccione - Ma il torneo è lungo e le distanze in classifica sono minime. Quindi basta poco perché le cose cambino. Occorre volare basso, dare sempre tutto e cercare di mettere da parte quanti più punti è possibile da qui alla conclusione dell’andata. Poi vedremo dove saremo arrivati ed a gennaio, dopo la sosta, ripartiremo a testa bassa».
Nello scacchiere predisposto da Liverani, Petriccione è una pedina quasi inamovibile, avendo sin qui saltato solo un incontro. «Bisogna lavorare sempre e duramente - sostiene l’interessato - Poi il mister fa le scelte. Chiunque sia andato in campo ha sempre fatto bene. Questo dimostra che il nostro è un gruppo competitivo ed è bello farne parte».

Circa il ruolo che sente più suo è stato chiaro sin da quando è arrivato. «Mi considero un regista davanti alla difesa - sottolinea - Il Lecce, però, gioca con il fraseggio palla a terra e pertanto mi sto trovando molto bene anche quando vengo schierato da mezzala. In questo secondo caso, a volte il mister mi chiede di abbassarmi perché, per esigenze tattiche, vuole che a costruire siamo in due».
Con la casacca giallorossa non ha ancora segnato. «Nella mia carriera, in una annata agonistica, al massimo ho realizzato due reti, quando giocavo con la Pistoiese - afferma - Se farò un gol sarò contento, ma fino a quando ci penseranno i miei compagni andrà bene lo stesso».
La serie cadetta a 19 squadre è un po’ diversa da quella a 22. «La classifica era corta quando il torneo aveva 22 contendenti, ma ora che ne ha 19 lo è ancora di più - rimarca Petriccione - Dalla zona playoff a quella playout ci sono pochissimi punti. Con un risultato positivo si fa un salto verso le prime posizioni, con uno negativo ci si ritrova in basso. Il Palermo è la squadra più forte tra quelle che abbiamo incontrato. Ha individualità di grande caratura ed ha già riposato. La compagine rosanero è meritatamente al comando, ma non avrà comunque un cammino facile in quanto in serie B è dura per tutti». 

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