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LECCE - «A dispetto della sconfitta per 4-2, quello visto all’opera a Pescara è stato un buon Lecce, che ha fatto decisamente male nella prima mezz’ora circa ma che poi, sotto per 2-0, ha saputo riorganizzarsi e reagire, senza mollare mai, chiudendo il primo tempo in svantaggio per 2-1. Nella ripresa, quindi, ha trovato la forza necessaria per riequilibrare le sorti del match, nonostante fosse in dieci contro undici per l’espulsione di Calderoni». Parla a mente fredda, nella mattinata di martedì, il presidente Saverio Sticchi Damiani, analizzando quanto accaduto nell’arco della gara disputata in Abruzzo. «Pur con l’uomo in meno - prosegue il massimo esponente del club - la nostra formazione dava la netta impressione di avere maggiori risorse da spendere rispetto agli avversari per tentare di aggiudicarsi l’intera posta in palio. Purtroppo, però, è arrivato il rosso a Meccariello ed in nove il nostro compito è diventato improbo».

In casa Lecce c’è grande rammarico per l’esito della partita giocata sul terreno della capolista. «Se avessimo potuto affrontare il Pescara ad armi pari, undici contro undici, l’esito della contesa probabilmente sarebbe stato differente - nota Sticchi Damiani - Fermo restando che bisogna lavorare sodo per evitare che si ripeta un inizio di incontro come quello di Pescara e che si ripetano disattenzioni come quelle che si sono registrate contro il complesso abruzzese ed in altre circostanze. Conforta il fatto che la squadra esprima un buon calcio, che creda sempre in se stessa anche quando la situazione è difficile, che abbia il carattere indomito del proprio allenatore».

La nota dolente, in relazione al match perso all’«Adriatico-Giovanni Cornacchia», è costituita dall’arbitraggio. «E’ stata una sfida spettacolare, giocata in maniera corretta, senza spigolosità particolari - sostiene Sticchi Damiani - Insomma, non c’era alcuna necessità di una particolare severità da parte dell’arbitro. Nel momento in cui, però, il direttore di gara ha deciso di intraprendere questa strada, avrebbe dovuto farlo su ambo i fronti. Invece, non è stato così. Nelle battute conclusive della prima frazione, in piena area abruzzese, Campagnaro ha colpito con una manata il nostro La Mantia. C’era il rigore ed andava ammonito e poi espulso il difensore bianco-azzurro che era già stato ammonito. Invece, nulla di tutto ciò è accaduto. Nella ripresa, invece, con il Lecce in dieci per l’espulsione di Calderoni, è stato mostrato il rosso a Meccariello per una seconda ammonizione comminatagli per un fallo veniale».

Sticchi Damiani non teme che la maniera nella quale è maturato lo stop di Pescara possa determinare un contraccolpo psicologico negativo sui calciatori. «Il gruppo è solido, c’è serenità e consapevolezza - sottolinea il presidente - I ragazzi stanno lavorando nel ritiro di Roma per prepararsi a dovere alla trasferta di sabato prossimo a Cosenza, nella quale bisognerà cercare di trasformare la delusione per l’esito della gara di sabato scorso in energia positiva. E’ importante fare bene in un match che si preannuncia più difficile di quello perso in Abruzzo».

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