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Luca Ranieri difensore

FOGGIA - Ha 19 anni ed è alla prima stagione fra i professionisti, ma sta dimostrando personalità e sicurezza da veterano. Luca Ranieri è tra i giovani emergenti del campionato di B, e in due partite si è preso il Foggia. Tre spezzoni di gara fra agosto e settembre. Poi, le prime due presenze di fila da titolare: il derby col Lecce e la sfida di Cittadella. «Sono felice che sia arrivato il mio momento, sto cercando di sfruttarlo al meglio - confida il difensore cresciuto nella Primavera della Fiorentina e arrivato in prestito dal club viola -. È solo l’inizio, ho tanta strada da fare. Devo cercare di continuare così, con tranquillità, determinazione e voglia di migliorare. Intanto, ringrazio il mister, il suo staff e la squadra, per la fiducia che mi hanno dato e per avermi aiutato ad inserirmi. Il derby per me è stato come giocare due partite in una: la prima, sul piano emotivo, quando ho saputo, un paio d’ore prima del match, che avrei giocato dal primo minuto; poi, la battaglia sul campo».

Nato a La Spezia, classe ‘99, Ranieri è un difensore duttile, che può giocare da laterale mancino e al centro. Grassadonia lo sta schierando da centrale di sinistra nella difesa a tre. A Firenze vedono in lui l’erede dell’ex capitano viola Pasqual. «Un paragone di cui sono onorato, Pasqual è uno dei giocatori a cui mi ispiro ma io devo ancora dimostrare tutto - dice il difensore rossonero -. Per me non fa grossa differenza giocare al centro o sulla fascia. Tra i centrali, il mio idolo è Sergio Ramos. Mi piacciono molto anche De Vrij e Skriniar dell’Inter». Personalità e sicurezza, ma anche coraggio, astuzia e un pizzico d’incoscienza. Nel derby col Lecce, Ranieri ha provato ad emulare la «mossa del coccodrillo», varata da Brozovic: al «Camp Nou» di Barcellona, su una punizione calciata da Suarez, il centrocampista croato dell’Inter si è sdraiato orizzontalmente dietro la barriera per bloccare il tiro rasoterra del bomber uruguaiano. Uno stratagemma poi replicato qualche giorno dopo all’Olimpico, contro la Lazio. «In Foggia-Catania di Coppa Italia ad inizio stagione, avevamo subito gol con una conclusione rasoterra di Lodi su calcio piazzato, passata sotto la barriera, così contro il Lecce ho pensato di mettere in atto la trovata di Brozovic e ho avvisato il nostro portiere - racconta Ranieri -. Purtroppo Mancosu ha calciato in modo diverso, angolando molto il tiro sul palo alla destra di Bizzarri, e ci ha beffato. I pareggi col Lecce e il Cittadella non ci hanno dato una grossa spinta in termini di classifica ma ci hanno aiutato parecchio sul piano dell’autostima. Al “Tombolato” abbiamo giocato un’ottima gara: avremmo meritato di più, tanto che nello spogliatoio a fine partita c’era un po’ di rammarico. Possiamo crescere ancora molto, ci stiamo impegnando per migliorare sia nella fase offensiva che in quella difensiva, perché abbiamo subito molti gol, dando però nelle ultime gare segnali di ripresa da questo punto di vista».

Domani, alle 15 allo «Zaccheria», altro esame tosto, contro il Brescia: «Incrociamo un’altra squadra forte, che viene da una lunga serie positiva (7 risultati utili di seguito, ndc) ed ha calciatori di grande spessore, come ad esempio Tonali e Donnarumma - conclude il numero 3 del Foggia -. Partita che arriva prima di una lunga sosta: serve vincere».

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