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Segna e fa segnare: Galano racconta la sua nuova vita nel Foggia

«Qui mi sento davvero a casa»

Segna e fa segnare: Galano racconta la sua nuova vita nel Foggia

Cristian Galano

FOGGIA - Segna e fa segnare. Giocando a tutto campo: da trequartista nel 3-5-1-1, libero di svariare, con il compito di fungere da raccordo fra centrocampo e attacco e di supportare Mazzeo in prima linea. La nuova vita di Cristian Galano, con il Foggia, comincia dalla serata magica di Benevento. A Pescara (rigore procurato pochi istanti dopo il suo ingresso in campo dalla panchina) e in casa contro il Padova le prove generali del gol. Al «Vigorito» un assist ed una rete a suggellare un’ottima prestazione: tecnica, personalità, sostanza e concretezza, con la palla incollata al piede come se sul mancino avesse una calamita.

Tutto in una notte, che può segnare la svolta nel campionato del Foggia. Benevento al tappeto, costretto ad incassare la prima sconfitta in campionato. Finisce 1-3. Nella ripresa, Galano lascia la sua impronta sul match, contro una delle squadre che a luglio scorso lo avevano corteggiato di più, davanti ai 1.400 tifosi rossoneri stipati nel settore ospiti: pennella il cross che Camporese, di testa, trasforma in gol; poi, in contropiede, firma la sua prima rete in rossonero, la numero 50 in Serie B. «Serata indimenticabile, è stata davvero la partita perfetta - racconta l’attaccante foggiano -. Primi tre punti in trasferta, contro una formazione fortissima. Primo gol con la squadra della mia città e il traguardo delle 50 reti in B. Non avrei potuto chiedere di più. Mi auguro di vivere tanti altri momenti come questo. Il nuovo ruolo? Mi piace. Lo avevo già fatto, per un po’, a Vicenza. Posso occupare tutto il fronte offensivo ed essere letale in contropiede. Mi piace ricevere palla, puntare la linea avversaria, servire i compagni, creare superiorità numerica. Mi dà la possibilità di fare giocate diverse rispetto a quando agisco da ala destra. Ho voluto fortemente il Foggia: ho grandi stimoli e sento che c’è tanta fiducia in me. Di conseguenza, viene tutto più facile».

Prestito dal Parma con diritto di riscatto fissato a circa 300mila euro. Un trasferimento che dovrebbe tramutarsi da temporaneo in definitivo, con un contratto quadriennale per il fantasista foggiano, che ha rinunciato al numero 11, marchio di fabbrica del cecchino Kragl, e scelto il 18. «Ero affezionato all’11 ma il numero di maglia non è certo un problema - confida, sorridendo, l’attaccante rossonero -. L’importante è dare un buon contributo alla squadra. Ho passato una vita nel Bari e mi dispiace che sia dovuto ripartire dalla D ma credo di non aver fatto torto a nessuno l’estate scorsa, perché ho 27 anni, sono nel clou della carriera e sogno di giocare in A. Qui sono a casa. Vivo con la mia ragazza Giorgia, che da Bari mi ha seguito a Foggia. Quando giro per la città e i tifosi mi fermano per un selfie o un autografo si parla in dialetto. So che non è facile essere profeti in patria ma non mi preoccupo di questo. Penso solo ad andare in campo, giocare e divertirmi. Sono innamorato del pallone da quando ero un ragazzino. Il calcio è la mia vita e la mia passione. A Benevento ho giocato una buona partita ma so che posso migliorare ancora molto». Sabato, dopo due vittorie di fila, arriva l’Ascoli. «Partita insidiosa - avverte Galano - da affrontare con grande attenzione, intensità, pazienza e determinazione. L’Ascoli è una formazione rognosa e solida, che segna poco ma ha preso pochi gol. Per noi era importante innanzitutto azzerare la penalizzazione, sperando che dal terzo grado di giudizio arrivino buone notizie. Siamo una squadra forte, che deve puntare innanzitutto alla salvezza ma sa che, un passo alla volta, può fare strada e arrivare lontano».

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