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Tonucci

Guerriero in campo, leader nello spogliatoio, amato dai tifosi. Denis Tonucci, in pochi mesi, ha conquistato Foggia. Non è un trequartista che inventa e incanta, nemmeno un centravanti da venti gol a stagione: eppure il difensore ex Bari è tra i beniamini della tifoseria rossonera, che ne apprezza impegno, carisma, grinta, coraggio. «Questo affetto mi fa molto piacere - racconta il centrale pesarese, che il 6 settembre compirà 30 anni -. Quando a gennaio scorso sono arrivato qui ho sentito qualcosa di speciale, a pelle: si è creato un bel feeling con l’ambiente, il gruppo mi ha fatto subito sentire uno di loro. Il resto è farina del mio sacco, fa parte del mio modo di vivere il calcio. Il discorso alla squadra, domenica scorsa, prima del calcio d’inizio? Il compito di caricare la squadra spetta al capitano Agnelli, che era out per squalifica. Toccava, dunque, a Loiacono: gli ho chiesto di poter essere io a parlare ai compagni, perché sentivo di avere qualcosa di importante da dire».
Esordio con vittoria, e un gol: la seconda stagione di fila in rossonero per Tonucci è iniziata nel migliore dei modi. Successo interno per 4-2 contro il Carpi, penalizzazione subito ridotta da -8 a -5. «Abbiamo disputato un’ottima partita per i primi 70 minuti - sostiene il centrale marchigiano -. Poi c’è stato un calo, dovuto al punteggio e a un po’ di stanchezza: sappiamo dove dobbiamo migliorare. Il mio gol? Curiamo molto le palle inattive. Sull’angolo, ho attaccato la porta per vie centrali e sono riuscito a colpire la palla, fra anca e fondoschiena. Un po’ di fortuna, ma conta far gol, non come si segna. Da brividi il boato: segnare allo “Zaccheria” è sempre un’emozione forte».
Domenica prossima, alle 21, la prima prova del fuoco, a Crotone contro l’ex tecnico Stroppa. «Il calcio è fatto di scelte, non vedo perché dovrei portare rancore verso il mister, che a giugno ha deciso di lasciare Foggia - spiega Tonucci -. Ci siamo sentiti quest’estate: lui e il mio procuratore mi hanno parlato dell’interesse del Crotone nei miei confronti, nell’ottica dell’eventuale ripescaggio in A. Poi, il discorso è sfumato. Non avrei mai lasciato Foggia per un altro club di B, nemmeno se a cercarmi fosse stato il Verona, il Palermo o qualche altra big. Sarà dura domenica, perché affronteremo una squadra retrocessa dalla A, forte e che vuole riscattarsi. Bisognerà giocare con voglia di sacrificarsi e di portare a casa un risultato positivo. Stroppa ci conosce ma anche noi conosciamo il suo modo di giocare: tenteremo di fare in modo che la partita possa svilupparsi a nostro favore».
Nella prima trasferta, il Foggia proverà a conquistare il secondo risultato utile di questa stagione: «Abbiamo un organico di spessore - sottolinea il numero 5 rossonero -. La qualità aiuta ad alzare l’intensità negli allenamenti, e il frutto di questo lavoro si vede poi in partita. C’è da scontare questa penalizzazione, che reputiamo ingiusta. Dobbiamo lottare tutti per il bene del Foggia, con compattezza e determinazione».
Cinquecento i biglietti a disposizione della tifoseria rossonera per la trasferta in Calabria. Intanto, definite altre due operazioni in uscita: risoluzione del contratto con il terzino sinistro Celli; l’attaccante Fedato va in prestito al Piacenza, in C.

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