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Brienza: «Io e il Bari di D il più in alto possibile»

Bari, Ciccio Brienza versoil sì al rientro in squadra

Ciccio Brienza ha scelto di tornare a Bari dopo la stagione in B conclusa con la caduta di Giancaspro

05 Ottobre 2018

Davide Lattanzi

«È una vita nuova ed io ho un altro obiettivo». Franco Brienza è tornato. E stavolta per davvero. Il 39enne fantasista è pronto a tornare in campo e riprendersi il Bari sulle spalle. Non per una parentesi di Coppa Italia di serie D come è avvenuto lo scorso 26 settembre. La squalifica rimediato in quell’infausto tre giugno, giorno in cui il «vecchio» Bari pareggiò 2-2 a Cittadella rimediando l’eliminazione dai playoff: da allora in poi, il club non riuscì più a rialzarsi da una crisi che portò al default.
Brienza è l’unico superstite del passato. Avrebbe potuto collocarsi in situazione più comode e prestigiose. Invece, ha accettato la scommessa più rischiosa ricominciando dalla serie D. «Ma proprio non potevo lasciare un percorso incompiuto. Non sono a Bari per cancellare l’espulsione rimediata a Cittadella. È stata una situazione di gioco: ho la coscienza a posto. Piuttosto, volevo cancellare brutti ricordi. Tutto ciò che è avvenuto ci ha impedito di giocarci i playoff al meglio delle nostre possibilità. Se non fossimo stati penalizzati e il turno preliminare con il Cittadella si fosse disputato a Bari sarebbe stata un’altra storia. Le vicende societarie non sono certo dipese da noi, ma molti ex compagni mi hanno raccontato le reazioni dei dipendenti alla mancata iscrizione lo scorso 16 luglio: ero a casa, ma ne ho davvero sofferto».
«Voglio dimostrare ancora qualcosa», spiega. «Il mio sogno era portare il Bari in serie A e chiudere la carriera sul palcoscenico più prestigioso. Non so se potrò perseguire un traguardo del genere: non sono più giovanissimo. Tuttavia, voglio portare il Bari il più in alto possibile, finchè il fisico me lo permette. Abbiamo toccato il fondo: ora tutti insieme dobbiamo risalire. Partendo da una consapevolezza: nella sfortuna, la piazza ha trovato una proprietà seria, forte ed ambiziosa. Spero di poter far parte a lungo di questa storia: abbiamo anche parlato del mio futuro, una volta terminata l’attività agonistica. La dirigenza è stata molto disponibile. Che cosa farò? Mi vedo più dirigente che allenatore, ma non è il momento di pensarci».
Già ed ora la curiosità è su quale posizione ricoprirà. «Contro il Bitonto sono stato schierato da regista», afferma Brienza. «Ma è stato un esperimento. Penso di poter ancora rendere da trequartista o mezzala. Una cosa, però, è certa: questo torneo è più agonistico che tecnico. Quindi per essere all’altezza devo lavorare ancor più intensamente. Tuttavia, con cinque cambi a disposizione, c’è ampio modo di gestire le energie». L’atteso debutto in campionato potrebbe arrivare già domenica nella trasferta con l’Igea Virtus.
Stasera, intanto, Brienza riceverà un riconoscimento alla carriera nell’ambito della XXII edizione del Premio Csen. L’Ente di Promozione Sportiva presieduto da Massimo Marzullo (che in Puglia vanta oltre 1500 società iscritte e circa 150.000 tesserati) organizzerà nella suggestiva cornice di Cilla Romanazzi la tradizionale serata di gala: tra i premiati illustri, figurano pure Carlo Regalia ed Eugenio Fascetti, il dirigente e il tecnico che hanno scritto pagine memorabili della storia del Bari. Ci sarà anche il sindaco Decaro.

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