Sabato 16 Febbraio 2019 | 19:17

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«Le sale operatorie tra mille
disfunzioni: pericoli e disservizi»

dura nota del segretario Uil

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«Disfunzioni presso le sale operatorie del Presidio ospedaliero “Perrino”» sono state denunciate dal segretario generale della Uil Sanità Enzo Santacesaria, in una lunga e pungente nota indirizzata al Direttore sanitario di quell’ospedale e per conoscenza al Direttore generale della Asl.

Il sindacalista esordisce ricordando come la sua organizzazione sindacale abbia «più volte rappresentato, invano, le carenze organizzative i cui effetti non sono più tollerabili da parte del personale infermieristico in servizio presso le sale operatorie». «In via preliminare va precisato che le responsabilità delle suddette carenze sono addebitabili esclusivamente alla Signoria vostra per due ordini di motivi - scrive Santacesaria al direttore sanitario -: in primo luogo rivengono dalla posizione della Signoria vostra in qualità di Direttore Sanitario del Presidio ospedaliero in questione e poi perché le sale operatorie dipendono a livello organizzativo direttamente e, si ripete esclusivamente, dalla stessa Direzione Sanitaria».

E Santacesaria spiega: «Ormai da tempo immemorabile le circa cinquanta unità infermieristiche che operano presso i tre blocchi operatori di codesto Presidio ospedaliero hanno i turni organizzati solo per la mattina e per il pomeriggio . Di notte si interviene solo in pronta disponibilità. Tale articolazione del servizio che non viene più sopportata anche fisicamente dagli addetti oltre alle altre implicazioni che riguardano l’organizzazione della propria vita privata -osserva il sindacalista -, ha prodotto l’attuale situazione di collasso e di ingovernabilità».

E scendendo nello specifico: «Fra l’altro si è innescato un meccanismo infernale per il quale quando si riesce ad assegnare in quel reparto qualche unità infermieristica prima la si utilizza per tappare le varie e quotidiane falle, poi si passa alla formazione ed una volta arrivato il momento per essere inserita organicamente nel servizio è trascorso giusto il tempo per trovare in giro la possibilità di essere trasferita perché vuole fuggire da quella inqualificabile organizzazione del servizio. E si ricomincia daccapo».

Quindi aggiunge: «Il trasferimento per mobilità di otto unità infermieristiche si conosceva da tempo ma alla Signoria vostra non è passato per la mente di provvedere in tempo alla sostituzione o a fare le doverose pressioni presso la Direzione Generale dell’Asl ed in particolare presso la Direzione Sanitaria dell’Asl inducendola a dare una occhiata in giro magari presso le strutture che sono state chiuse, negando l’accesso all’utenza, ed il personale è rimasto nello stesso posto. Inoltre c’è da aggiungere un altro fattore che può sembrare strano ed ininfluente». prosegue. E così facendo chiede conto circa le autorizzazioni «ad utilizzare, per il pagamento della pronta disponibilità notturna presso le sale operatorie, risorse che sono di competenza dei fondi che dovrebbero, per contratto di lavoro, essere ripartiti in sede di trattativa fra la Direzione Generale dell’Azienda e le Organizzazioni sindacali e che l’attuale Direttore Generale non ha mai attivato». Riconoscendo che tale coraggio possa essere stato infuso «dal Direttore Generale dell’Asl», Santacesaria invita il direttore sanitario ad attivare «immediatamente le procedure per mettere ordine in quel settore magari coinvolgendo - aggiunge -, a livello di trattativa, le Organizzazioni sindacali così come è previsto dal contratto di lavoro in ordine alla organizzazione del lavoro e per l’utilizzo di quei fondi».

Ed a conclusione della lettera, Santacesaria coglie «l’occasione per segnalare, per adesso genericamente, l’indecenza e mancanza di decoro che ormai regnano sovrane presso il Presidio ospedaliero» e quindi sente di offrire «un consiglio». Santacesaria non usa perifrasi o edulcora frasi: «Si faccia un giretto presso qualche Presidio ospedaliero degno di tale nome. Faccia rimuovere immediatamente - aggiunge - quanto esposto nelle bacheche ufficiali dell’Ente che sono dislocate presso i vari reparti chiarendo ai Direttori delle Unità Operative che queste possono essere utilizzate per esporre documenti ufficiali emessi da chi è abilitato e che riguardano solo ed esclusivamente gli interessi dell’utenza. Le bacheche in questione non sono proprietà privata in cui esporre i miracoli che qualche santone realizza in quel posto - conclude - facendo promozione all’acquisto come se si trattasse di mortadella o detersivi».

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