Domenica 17 Febbraio 2019 | 08:18

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Brindisi

Stanno «uccidendo»
il parco giochi del Casale

La struttura più antica della città violentata giorno dopo giorno

Stanno «uccidendo»  il parco giochi del Casale

di Antonio Portolano

BRINDISI - Stanno uccidendo il parco giochi più «antico» della città. Un pezzo alla volta, un giorno dopo l’altro, la struttura che ha ospitato per quasi mezzo secolo i bambini di tutta la città viene «violentata». Da un lato un’orda di mocciosi che vandalizzano qualsiasi cosa gli capiti a tiro, dall’altro la più totale indifferenza di quanti sono preposti al controllo di un bene pubblico a qualsiasi livello. E nell’indifferenza più totale il parco giochi del rione Casale sta morendo un po’ alla volta.

Non è la prima volta che la stampa denuncia i raid dei teppisti, ma come nel più classico dei copioni, l’unica risposta è il silenzio da parte di tutti. Il deposito del parco è ormai completamente distrutto: lavandini spaccati, luce accesa anche di giorno, porte sfondate, masserizie incendiate. Uno dei tanti cestini - in questa parte della città fortunatamente non mancano - è stato divelto dal palo che lo regge per poi essere incendiato e scaraventato a decine di metri di distanza, davanti ad altri depositi aperti e sebbene a soqquadro salvati solo dalle inferriate che non si sa per quanto resisteranno. Incendiata anche una sedia che campeggia nei pressi del pattinodromo e pezzi di spugna, non è escluso possa essere opera degli «artificieri» che già da tempo hanno iniziato a cimentarsi nella classica occupazione «pre natalizia» dell’esplosione di petardi di ogni genere incuranti anche dei piccoli.

Lo scempio purtroppo non si ferma qui perchè del pattinodromo non è rimasto che un ricordo dei gloriosi tempi che furono, quando era meta di associazioni e competizioni sportive. Oggi quasi tutte le pareti di plexiglas sono state distrutte. Nella furia senza limiti dei violentatori del bene comune sono finite buona parte delle staccionate di protezione che dividono il parco del pattinodromo. Non è escluso che uno di questi giorni qualche bimbo possa precipitare da un’altezza di quasi un metro e mezzo con le logiche conseguenze. Le ringhiere sono state ridotte a frammenti. Così come tanti frammenti pericolosi sono stati disseminati in tutto il parco. Qualcuno per spaccarle si è anche ferito come documentano le tracce di sangue (negli scatti proposti).

Un parco giochi è uno dei tanti esempi su cui si misura il grado di civiltà e la vivibilità di una città. In qualsiasi posto, una struttura del genere sarebbe custodita come una «bomboniera». Ma a Brindisi, come sempre, tutto finisce nell’indifferenza, salvo poi piangere sul latte versato, o ricordarsi quando è ormai i famigerati «buoi» sono scappati dalla stalla. La città sarà in grado di tenersi il suo parco o tra qualche tempo - molto presto a se si considera il ritmo degli atti vandalici - ci ritroveremo difronte al solito refrain: «C’era una volta il parco giochi?».

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