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la «Cavalcata dei devoti»

La «Città bianca» si ferma
per festeggiare il Patrono

Ostuni Sant'Oronzo

OSTUNI - Si festeggia oggi, solennemente, il Santo Patrono della «Città Bianca» e, per la festa più attesa dell’anno, gli ostunesi, saranno in strada per partecipare alla processione «scortata» dai cavalli bardati della «Cavalcata dei devoti».

Tra fede, cultura, religiosità e folklore, si rinnoverà la processione con la statua argentea di Sant'Oronzo per un momento devozionale che si ripropone sin dal 1656 allorquando gli ostunesi elessero a patrono e protettore della «Città Bianca», il Santo che salvò la città da una mortale e devastante pestilenza che flagellava la Terra d’Otranto.

I festeggiamenti prenderanno il via oggi, alle ore 8, al santuario sui colli, con la celebrazione della S.Messa; alle ore 8.30, la celebrazione religiosa in Concattedrale mentre alle ore 10, la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Mons. Domenico Caliandro.

Gli eventi della festa saranno trasmessi in diretta sul portale d’informazione «www.ostuninotizie.it» e, dopo il successo della trasmissione sulla numerazione e benedizione dei cavalieri e cavalli di ieri, questa mattina, alle 9.55, vi sarà la diretta televisiva della funzione eucaristica officiata da Mons. Domenico Caliandro insieme a Flavio Cellie, Francesco Pecere, Doriana Rodano, i tecnici Leo Semerano, Antonio Semeraro e Giuseppe Recchia.

Alle ore 18, la diretta con la regia web e i social a cura di Giorgio Cardone, si sposterà in piazza della Libertà per il passaggio della processione con la statua argentea del Santo e la Cavalcata.

Alle ore 20, in piazza Libertà, il grande concerto bandistico «Città di Acquaviva delle Fonti» con l’associazione musicale «G. Puccini».

La serata dei festeggiamenti si concluderà alle ore 24 con il grande spettacolo dei fuochi pirotecnici.

Nell’ultima giornata di domani, dalle ore 20, in piazza Italia, si svolgerà la cerimonia di premiazione dei cavalli e cavalieri partecipanti alla «Cavalcata» mentre alle ore 21.30, nel foro boario, il concerto di Enzo Avitabile e il gruppo de «I Bottari».

Singolare il documento rinvenuto dal compianto storico locale, prof. Luigi Greco nell’archivio di stato di Brindisi che risale al 1° ottobre 1701.

Thomas Martino compare dinanzi a Donato Fafina, “Regio iudice” (con testimoni: Onofrio de Coronis ed Orontio Fusio) affermando che «essendo andato per miei affari nella città di Nardò, andai in casa di Domenico Trombacca, alfiere della compagnia di soldati di Ostuni e, mentre stavamo discorrendo con detto Domenico, chiesi se sarebbe venuto in Ostuni per guidare la soldatesca. Detto alfiere Domenico mi rispose: sono stato quindici giorni in detta città e mi sono costati ducati sessanta di danno” e precisa che: “con stare io in Ostuni sto pagando il sostituto per assistere ogni giorno a detta mastro d’attia e, di giornata, pago carlini diece il giorno e detto ufficio d’alfierato non mi butta nessun conto; e questo per quanto io posso deponere et è la veritate; de quibus omnibus requisiverunt nos; nos autem; in cuius rei fidem...».

Quindi l’alfiere Trombacca comandava la compagnia di soldati a piedi che era alloggiato nel quartiere militare adiacente la porta del ponte e che, nella giornata di S. Oronzo, guidava la soldatesca a piedi che scortava la statua lignea del Santo durante la processione al santuario rupestre.

Nel 1794, come ringraziamento al Santo da parte del nobile, don Pietro Sansone, arrivò l’attuale statua argentea del Santo (opera dell’artista napoletano Luca Baccaro) e da quel momento si avviarono i solenni festeggiamenti che sostituivano quelli che, il francescano Bonaventura da Lama, nel 1724 attestava fatti con la scorta di una «compagnia di soldati».

I «Vaticali» (carrettieri che trasportavano la mercanzia e l’olio nelle altre parti d’Italia borbonica dell’epoca) presero il posto dei soldati nella scorta durante la processione mentre un rogito notarile stipulato da don Felice Giovine, il 26 agosto del 1803 sanciva l’obbligo dei firmatari (43) di partecipare alle quote e alla «Cavalcata dei devoti di S.Oronzo» (con i tradizionali costumi tramandatici dall’epoca napoleonica).

Negli anni 1960, quando questa iniziativa devozionale stava scomparendo, la «Pro loco» si fece carico di ripristinarla e oggi è l’associazione culturale «Cavalcata di Sant’Oronzo» la porta avanti col contributo del Comune e tanta devozione, volontariato e partecipazione. [A. G.]

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