Martedì 19 Marzo 2019 | 05:27

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Lungo la Provinciale San Pietro Vernotico-Mesagne

«Mio figlio fu ucciso
da auto pirata, chi sa parli»

Appello della famiglia di Alessio Vitale deceduto il 21 giugno scorso

«Mio figlio fu ucciso  da auto pirata, chi sa parli»

BRINDISI - «Mio figlio ucciso da un pirata della strada: chi ha visto parli». È il disperato appello del papà di Alessio Vitale, deceduto (si presume) a 33 anni il 21 giugno scorso lungo la Provinciale San Pietro Vernotico-Mesagne, nel territorio comunale di San Pietro, nei pressi del locale aeroclub, in seguito ad un misterioso incidente stradale. L’appello della famiglia - assistita dallo Studio 3 A - che sostiene la tesi del «pirata della strada», è affinché il decesso del giovane non venga archiviato come fuoriuscita autonoma perchè sarebbero troppi «gli elementi che non tornano».

«L'hanno ritrovato senza vita - ricorda la famiglia - svariate ore dopo l'incidente, accanto alla sua moto, in un terreno adiacente la strada, adagiato contro un muretto e un palo di ferro, che però erano pressoché integri: a quasi cento metri di distanza numerosi detriti della sua due ruote. Un quadro che, unito ai gravissimi traumi riportati, rende difficilmente spiegabile una fuoriuscita autonoma. Incombe, pesante, l'ombra di un pirata della strada». Di questo sono convinti i familiari.

«Il corpo del giovane, che risiedeva a Tuturano, è stato infatti ritrovato da alcuni contadini alle 9 del mattino del 22 giugno, ma il  decesso risaliva ad almeno 10-15 ore prima. Secondo la polizia locale di San Pietro Vernotico, Alessio avrebbe perso il controllo della Yamaha su cui viaggiava e si sarebbe schiantato contro il muretto a bordo strada che delimita un terreno incolto e il piccolo palo di ferro che vi è piantato sopra, dov'è stato ritrovato, perdendo la vita sul colpo. Una versione che però da subito non ha convinto i suoi familiari, anche perché palo e muretto erano pressoché intatti, mentre la moto era semidistrutta e presentava ingenti danni e, soprattutto, la vittima aveva riportato gravissime lesioni: frattura cranica, nonostante il casco regolarmente indossato, più altre fratture agli arti inferiori e superiori. Ad acuire i dubbi della famiglia, poi, è stato il successivo ritrovamento, a circa un centinaio di metri di distanza in direzione Mesagne, di svariati pezzi della moto seminati sul lato destro della Provinciale, come il filtro dell'olio, parte della frizione, un pezzo del cupolino anteriore e anche il portadocumenti del 33enne: tutte componenti che il papà Francesco ha raccolto e portato dal meccanico presso il quale il figlio aveva fatto riparare in passato la moto, il quale ha confermato come appartenessero proprio alla sua Yamaha».

La famiglia di Alessio, per far piena luce sui tanti, troppi misteri dell'incidente e per ottenere giustizia, si è rivolta, attraverso il consulente personale Sabino De Benedictis, a «Studio 3A», società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini.

«Studio 3A - spiega la società - si è subito fatto carico di queste più che legittime perplessità, che sono state prontamente riferite, unitamente al ritrovamento dei pezzi meccanici della moto, alla polizia locale di San Pietro, che procede con le indagini. La società presieduta dal dott. Ermes Trovò affiderà ad un proprio ingegnere cinematico l'incarico di ricostruire esattamente la dinamica del sinistro, e a tal fine ha già chiesto alla Procura di Brindisi di poter effettuare accertamenti di parte sulla motocicletta, attualmente sotto sequestro. Alla luce delle lesività della vittima, dei danni materiali e dello stato dei luoghi, infatti, il sospetto che si fa strada è che in realtà la moto sia stata urtata tanto da causare l'uscita di strada da un veicolo ignoto, il cui conducente “pirata” non solo non avrebbe dato l'allarme ma, prima di dileguarsi, altro aspetto inquietante, avrebbe anche spostato il corpo di Vitale per inscenare un'uscita di strada autonoma».

Per questo i congiunti di Alessio e i professionisti ai quali si sono affidati confidano che la Procura di Brindisi, che da prassi ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo sull'incidente, non archivi il fascicolo ma approfondisca le indagini, e lanciano un appello «a chiunque avesse visto o sapesse qualcosa a riferire ogni informazione agli agenti della polizia locale di San Pietro Vernotico o a contattare il numero verde (di Studio 3A) 800090210».

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