Sabato 16 Febbraio 2019 | 18:45

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ORIA

Omicidio nello studio legale
Si cercano nuovi riscontri

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ORIA - Omicidio nello studio legale: le indagini proseguono senza sosta. Da un lato gli accertamenti della Procura. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore della Repubblica Raffaele Casto. Dall’altro le indagini difensive, espletate dall’avvocato Pasquale Annicchiarico, il penalista cui l’avvocato Fortunato Calò (48 anni), il professionista che ha ucciso, scaricandogli addosso l’intero caricatore della sua pistola, Arnaldo «Fernando» Carluccio, 44 anni, di Torre Santa Susanna, ha affidato la propria difesa.

Le indagini difensive sono mirate a mettere al posto giusto ogni tessera del mosaico per avere un quadro completo della situazione e capire quello che accaduto prima del tragico fatto di sangue. Si scava nelle pieghe del rapporto tra l’avvocato Calò e il suo cliente per comprendere i motivi scatenanti della furia omicida del professionista, una persona stimata e apprezzata dall’intera comunità oritana, una persona che fino al giorno dell’omicidio del suo cliente non aveva mai fatto parlare di sé per fatti negativi.

Sotto la lente di ingrandimento la versione dei fatti fornita dall’avvocato durante l’interrogatorio reso dinanzi al pm Raffaele Casto e, a seguire, dinanzi al gip Paola Liaci, che ha convalidato l’arresto operato dai carabinieri nell’immediatezza del fatto.
L’obiettivo del magistrato inquirente e del difensore è lo stesso: verificare l’attendibilità del racconto dell’avvocato e capire come sia potuto giungere ad impugnare la pistola e a scaricare un intero caricatore sulla persona che aveva di fronte all’interno del suo studio legale. Quello che maggiormente interessa appurare al pm e al difensore sono le ragioni che hanno spinto il legale a commettere l’omicidio. In quest’ottica è determinante capire se ci sono state delle indebite pressioni da parte della vittima sul legale per ottenere un anticipo di 30mila euro su una causa per risarcimento da infortunio che ancora doveva andare in decisione e soprattutto se questi indebite pressioni sono state accompagnate da minacce di morte rivolte dalla vittima al legale e ai suoi figli.

L’avvocato Annicchiarico, come preannunciato a conclusione dell’udienza di convalida del provvedimento restrittivo adottato nei confronti del suo cliente, non ha formalizzato alcuna istanza riguardo il processo che si andrà a celebrare. Lo farà - è stato lo stesso avvocato Annicchiarico a sottolinerlo all’esito dell’udienza di convalida dell’arresto del suo cliente-collega - soltanto all’esito degli ulteriori accertamenti richiesti alla Procura e delle indagini difensive che lui stesso sta espletando.
Se su quello che è successo all’interno dello studio legale Calò-Pomarico non ci sono zone d’ombra, è su quello che è accaduto prima del tragico epilogo di questa vicenda che si concentra l’attenzione di investigatori e difensore dell’omicida con testimonianze e altri documenti che vengono raccolti.

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