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FASANO - L’ha “corteggiata” non facendole obliterare il biglietto ogni volta che saliva sul bus di linea che lui guidava. Con una scusa – “Così ti mando la foto che ci siamo fatti” – è riuscito a farsi dare il suo numero di cellulare. Le ha telefonato un’infinità di volte. L’ha sommersa di sms e messaggi Whatsapp. Dopo tante insistenze, l’ha convinta ad uscire insieme, di sera, per andare a cena e, mentre la riaccompagnava a casa, l’ha violentata. O, per essere più corretti, ha tentato di violentarla: la reazione dell’adolescente ha impedito all’autista di bus di completare l’“opera”.

La ragazza ha appena 16 anni, l’autore della presunta violenza ha 43 anni, è separato dalla moglie ed è padre di un bambino in tenera età. Il fatto è successo nei giorni scorsi. Dopo la denuncia della ragazza la magistratura barese – la vittima della presunta violenza è fasanese, il fatto è avvenuto in una zona di campagna tra Monopoli e Fasano, in territorio di Bari – ha aperto un’inchiesta. Il magistrato inquirente ha dato disposizione alle forze dell’ordine di raccogliere la denuncia della ragazzina in presenza di una psicologa.Per vincere la naturale diffidenza di quella ragazza appena adolescente a dare confidenza ad un uomo molto – ma davvero molto – più grande di lei, l’autista di bus ha detto alla ragazza che aveva 34 anni.

Per un lungo periodo, ogni volta che la ragazza saliva sul pullman di cui lui era il conducente l’uomo sistematicamente le evitava di obliterare il biglietto. Giorno dopo giorno l’autista e la ragazzina sono diventati amici. Ad un certo punto si sono fatti un selfie e l’uomo, con la scusa di poterle inviare la foto, è riuscito a farsi avere dalla ragazzina il suo numero di cellulare. Per convincere la 16enne ad accettare un invito a mangiare una pizza l’uomo avrebbe usato, stando a quanto ha denunciato la vittima, un alibi di ferro: “Non hai nulla da temere: mio figlio viene con noi”. E così è stato: quando l’autista di bus si è presentato all’appuntamento il piccolino c’era.

La serata è filata liscia. Sulla via del ritorno a casa dopo la cena, un pneumatico della macchina del 43enne si è forato. A quel punto, sempre stando alla denuncia della ragazzina, l’uomo avrebbe riportato a casa il bimbo e a seguire ha chiesto in prestito la macchina ad un amico per riaccompagnare a casa la 16enne. Il tentativo di violenza è avvenuto sul tragitto verso l’abitazione della ragazza. Quando – erano passate le 3 della notte – l’adolescente è tornata a casa era visibilmente sconvolta. Solo il mattino successivo ha trovato il coraggio di raccontare la disavventura che le era capitata alla madre, che l’ha poi accompagnata a sporgere denuncia. Il pm di turno in Procura a Bari, immediatamente informato di quello che era successo dalle forze dell’ordine, ha voluto che la ragazzina avesse accanto a sè negli uffici di polizia una psicologa. A seguire il pm ha ordinato agli investigatori di compiere una serie di accertamenti tecnici e di acquisire i necessari riscontri alle circostanze riferite dalla ragazza in sede di denuncia.

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