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GINO BIANCO
FASANO (Brindisi) - Un imprenditore ospite nell’incantevole scenario di Borgo Egnazia, a Savelletri, lo vede e lo saluta: «Presidente D’Alema, ok la sua passione per il vino, ma noi la vogliamo impegnata contro Renzi. Solo lei può batterlo». L’ex premier sorride, scuote la testa e cambia discorso. Anche se forse vorrebbe vuotare il sacco, perché la politica è la politica: l’unica attività da cui non ci si dimette mai. Ma D’Alema è fatto così. Una cosa per volta. Vuole parlare solo dei vini, dei suoi vini, dei quali si definisce un semplice «promoter». L’ad, ripete più volte, l’animatrice dell’azienda, è sua moglie, Linda Giuva.

Dunque, a Borgo Egnazia, nella perla di Sergio e Marisa Melpignano, va in onda la presentazione (con relativa degustazione) dei prodotti di casa D’Alema. Una scenografia essenziale e di classe ai bordi della piscina, i commensali appassionati di vino e un’azienda vinicola che presenta i propri prodotti costituiscono i giusti ingredienti per una serata all’insegna del buon vino, della qualità a tavola. Se poi si aggiunge che a fare gli onori di casa, in rappresentanza dell’azienda vinicola di famiglia - “La Madeleine”-, è un presidente del Consiglio dei Ministri, Massimo D’Alema appunto, accompagnato dalla moglie Linda e dalla figlia Giulia, la serata tradisce qualcosa di insolito.

Domanda. Lei è un Presidente del Consiglio dei Ministri, storico leader della sinistra italiana, appassionato di vela oggi qui a Borgo Egnazia a presentare i gioielli della casa vinicola di famiglia il Narnot, il pinot Nero la Madeleine e Sfide. Come e quando nasce questa passione?
Risposta. Fu proprio Sergio Melpignano un po' di anni fa a solleticarla. Sapendo che cercavamo una casa in campagna non lontano da Roma, mi telefonò proponendomi l’acquisto di una azienda vinicola con dei terreni di prestigio. Io accettai. Quindi, dal senso degli affari di Sergio Melpignano è nata questa realtà. Il terreno era vocato per la produzione di grandi vigneti e l’amicizia poi con un grande enologo come Riccardo Cotarella ha fatto il resto. Dopo, con tanto impegno e parecchi sacrifici, pian pianino siamo andati avanti nell’iniziativa. Tra l’altro devo dire che il mondo del vino, che io conoscevo solo dall’esterno, si è rivelato un mondo accogliente, un mondo di persone che amano il proprio lavoro, dove non c’è invidia. Abbiamo trovato tra gli addetti ai lavori una bella accoglienza».

Cosa può unire la politica, la passione per il mare e poi per il vino?
«Denominatore comune di tutto questo sono le sfide, che poi è il nome che ho voluto dare al nostro primo prodotto. Fare buon vino è un’impresa che richiede cura, amore, attenzione, trepidazione, così come avviene anche per la navigazione e la politica».

La serata, che fa parte del programma di Food Mets Wine, ha visto protagonisti questa volta, al centro della scena i vini della cantina “La Madeleine” di casa D’Alema. «La passione per questo mondo meraviglioso nasce per caso - spiegato da parte sua Linda Giuva D’Alema - e la ritengo una grande opportunità che la vita mi ha regalato grazie alla caparbietà di mio marito».

I commensali, parecchi settentrionali e stranieri, esprimono apprezzamento per la qualità dei vini prodotti, che si vanno a collocare nella fascia alta di mercato. Fanno testo i numerosi premi vinti finora e il posizionamento nell’alta classifica delle varietà enologiche. Tra i tavoli, ma non con D’Alema, il senatore Nicola Latorre e la moglie Stella Carparelli. Brevi saluti tra D’Alema e Latorre. Alcune battute tra i due. E poi a degustare. L’amicizia li unisce. La politica ora li divide. 

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