Giovedì 21 Marzo 2019 | 13:23

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Una provincia da «record» Brindisi maglia nera per corrente a scrocco

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di ANTONIO PORTOLANO

BRINDISI - Oltre due milioni di euro di corrente elettrica mai pagata e sessanta arresti sin dall’inizio dell’anno per furti di energia elettrica solo da parte dei carabinieri. Con questi numeri e questa tendenza la provincia di Brindisi viaggia verso il primato in Puglia per questa tipologia di reato. E ieri, a contribuire alla conquista della «maglia nera», i militari dell’Arma hanno proceduto ad altri 5 arresti scoprendo altri furti per oltre 38mila euro di energia rubata. Oltre perchè in uno dei casi ancora non è stata esattamente quantificato l’ammontare esatto del furto. Nel corso degli ultimi due anni - da quando l’Arma in sinergia con Enel hanno dichiarato guerra al fenomeno - in provincia di Brindisi i carabinieri hanno scoperto di tutto e di più. Nel far west degli allacci abusivi non sono finiti solo singoli cittadini costretti dal bisogno. Anzi, nella maggior parte dei casi non era lo stato di povertà a giustificare il latrocinio, anzi.

Dalle attività di ristorazione, alle aziende agricole, dalle stazioni di servizio, a negozi ed attività commerciali di diversa categoria merceologica, da marmerie ad alberghi c’è finito un pò di tutto. Numeri da capogiro quelli tirati fuori nel corso di soli sei mesi dell’anno che superano abbondantemente i risultati raggiunti nel corso del 2014. Ma nonostante i controlli siano sempre più serrati, i rilievi sempre più precisi e puntuali - dal momento che ogni singola perdita di corrente viene monitorata - e si rischi l’arresto, i brindisini non demordono. Facendo lievitare con questo modo di fare i costi della corrente elettrica per tutta la collettività, ne più ne meno che al pari del fenomeno delle truffe per quanto riguarda le assicurazioni dell’auto. E ieri altri cinque, tra Brindisi e provincia.

A BRINDISI - In città i carabinieri della stazione di Brindisi Centro hanno tratto in arresto in flagranza di reato, per furto aggravato di energia elettrica Salvatore Brina, 49 del posto, già sottoposto agli arresti domiciliari. I militari, insieme col personale dell’Enel, hanno accertato che mediante un allaccio abusivo dalla rete pubblica alla propria abitazione, aveva sottratto energia elettrica per circa 5.000 euro e per complessivi 16.000 kw circa. Su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, dopo le formalità di rito, Brina è stato rimesso in libertà e ricondotto nella sua abitazione poiché già sottoposto alla misura cautelare dei domiciliare in quanto il 19 maggio scorso venne trovato nelle campagne di Tuturano mentre tentava di rubare un traliccio per trarne materiale ferroso da rivendere al mercato nero.

A FRANCAVILLA FONTANA - Ancora un’azienda agricola mandata avanti da anni con energia elettrica rubata. Due conviventi alimentavano il motore del pozzo artesiano e gli impianti delle serre con energia elettrica rubata. Un bel vantaggio sui concorrenti che invece la bolletta la pagano, e pure salata. I tecnici di Enel distribuzione e i carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana, hanno scoperto che V. C. di 59 anni e C. L . di 52 anni sono stati arrestati in flagranza di reato, e poi rimessi in libertà secondo una procedura standard adottata in circostanze del genere. La scoperta è avvenuta in contrada Don Giulio, e l’ammontare della bolletta evasa è di 33mila euro.

A CEGLIE MESSAPICA - Arrestati e rimessi in libertà anche R. T. di 69 anni e P. T. di 44 anni, di Ceglie Messapica. Padre e figlio avevano allacciato alla rete pubblica le utenze delle rispettive abitazioni, bypassando i contatori. In questo caso l’ammontare del danno è ancora in via di quantificazione.

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