Lunedì 25 Marzo 2019 | 00:43

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Sfrattati anno zero
La storia di Maurizio Pochi
Operato di tumore dorme in strada
Emergenza abitativa, l’allarme lanciato dai CobasOperato di tumore, dimesso dall’ospedale, continua a dormire per strada nei cartoni. Nuova denuncia e sit in dei Cobas in tema di sfratti ed emergenza abitativa in città. «Il Cobas Casa denuncia l’indifferenza dell Comune di fronte al caso di Maurizio Pochi» e organizza per martedì 9 giugno un sit-in contro lo sfratto di due anziani coniugi. «Il nostro amico Maurizio - spiega in una nota Roberto Aprile - è uscito dall’ospedale dopo essere stato operato per un tumore all’intestino. In queste gravi condizioni è stato costretto a tornare a vivere in mezzo alla strada e a dormire nei cartoni. Chiediamo un intervento immediato al Comune, fosse solo per un fatto umanitario. Continua la lotta degli sfrattati di fronte al totale immobilismo dell’ufficio casa e dei servizi sociali». Il Sindacato organizza martedì 9 giugno a partire dalle ore 8 un presidio di solidarietà antisfratto in via Gallipoli, 37. «Alle ore 9 di martedì 9 giugno - spiegano i Cobas -, dopo il rinvio dello sfratto ottenuto il 21 maggio, si presenterà l’ufficiale giudiziario in via Gallipoli, 37 ad esigere la restituzione dell’immobile per consegnarlo al proprietario, lasciando le persone coinvolte in mezzo alla strada. Il Cobas Casa invita tutti gli sfrattati, tutti i cittadini sensibili, ad essere presente a questo sit-in per continuare la lotta intrapresa nei mesi scorsi a difesa degli strati più deboli della popolazione. Ad essere coinvolti in questo sfratto è una coppia di anziani. Il marito è stato protagonista negli ultimi mesi della lotta per la casa al Comune ed in Prefettura e la moglie è gravemente malata». Il Sindacato Cobas chiederà in quella occasione al Tribunale, tramite l’ufficiale giudiziario, che la coppia di anziani abbia ancora del tempo utile a trovare una sistemazione. «La coppia di anziani cerca da mesi una sistemazione alternativa ma ha ricevuto tanti no da altri proprietari di case. «Chiederemo - dicono i Cobas - al Prefetto di Brindisi la requisizione delle case sfitte dei grossi proprietari. Non si può restare fermi di fronte a questa drammatica situazione: cittadini che vanno a finire di nuovo in ospedale perché vivere nei cartoni è cosa impossibile; famiglie che dormono nella macchina da mesi; famiglie che vivono in un garage che non gli consente addirittura di avere la residenza cosa che impedisce di poter fare l’Isee e mandare i bimbi all’asilo; famiglie con grosse difficoltà economiche ed in attesa di sfratto che hanno fatto la domanda per avere una casa popolare da venti anni senza mai ricevere una risposta. Manca addirittura la possibilità di avere a disposizione un gruppo di piccole case per l’emergenza relativa ai casi più gravi. I disoccupati aumentano vertiginosamente aumentando la schiera di chi non riesce a pagare l’affitto. Si parla nella nostra città di un totale di procedimenti per sfratti di circa 1200». «Gli impegni del Comune a mettere in piedi una struttura capace di essere all’altezza della situazione ci sembra ben lontana dall’arrivare», sottolineano i Cobas che attaccano: «Le nuove regole che dovevano vedere luce dopo la gestione criminale degli ultimi anni, che ha costretto tra l’altro il Comune a portare le carte in Procura, ancora non si vedono. Basti pensare che l’ufficio “Patrimonio e Casa” non era informatizzato, molto probabilmente perché controllare tra le scartoffie era un po’ difficile. Manca quindi ancora una politica sulla casa. Così come l’Assessorato ai servizi sociali che non brilla per niente per il nuovo regolamento di sostegno al reddito. Per questo ed altri motivi chiediamo ancora le dimissioni dell’Assessore Alfredo Sterpini».[A.P.]

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